Tremila ettari di campi sommersi, centinaia di aziende agricole in ginocchio, una richiesta formale di stato di calamità e uno stanziamento iniziale da 300 milioni di euro che, secondo il mondo agricolo, non basta. È una Calabria ferita quella che si è ritrovata alla Cittadella regionale per l’assemblea di Coldiretti. E dalla Sala Verde, oggi colorata di giallo, il grido d’allarme è stato netto.
Il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, non usa giri di parole: «Siamo davanti a una situazione gravissima, soprattutto nella Sibaritide. Senza una programmazione strutturale l’acqua, che è una risorsa strategica, diventa un fattore di rischio». Al centro del confronto, il bacino del Crati e le conseguenze degli ultimi eventi meteorologici, compreso il ciclone Harry. Campagne allagate, infrastrutture rurali compromesse, aziende che rischiano di non rialzarsi. Coldiretti chiede un piano organico e duraturo: manutenzione degli alvei, consolidamento degli argini, efficientamento delle reti idriche, nuovi invasi con sistemi di pompaggio. E ancora, un rafforzamento delle assicurazioni agricole e strumenti più efficaci di gestione del rischio. Non solo ristori, dunque, ma prevenzione.
 


Sul fronte istituzionale, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo rivendica il lavoro fatto. «È un confronto continuo con le organizzazioni professionali. Oggi facciamo il punto su quanto realizzato nella passata legislatura e in questo avvio di mandato». Gallo sottolinea la piena spesa dei fondi comunitari e l’avvio della programmazione 2023-2027 «nel miglior modo possibile». Per quanto riguarda il ciclone Harry, la Regione ha attivato un portale per la raccolta delle richieste di risarcimento danni da parte di privati, aziende agricole, settore pesca e Comuni per le infrastrutture rurali e portuali. E sull’evento che ha interessato la Sibaritide e il Crati annuncia un’ordinanza imminente: «Ci sarà una nuova metodologia per ristorare i danni direttamente tramite Agea, con tempi brevi. I ristori saranno inseriti già in domanda unica».
Ma la partita non è solo economica. È anche sociale. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo all’assemblea, ha acceso i riflettori su un altro nodo critico: gli alloggi per i lavoratori agricoli. «Molte imprese hanno difficoltà a garantire un posto dove dormire agli operai, spesso extracomunitari. Stiamo lavorando a soluzioni utilizzando risorse del social housing in collaborazione con le organizzazioni agricole».
Occhiuto ha poi difeso l’operato della Regione sul dissesto idrogeologico: «Abbiamo fatto molto più che in passato. Abbiamo monitorato il territorio, investito risorse importanti, approvato un Piano di assetto idrogeologico che fu contestato da molti sindaci perché impediva di costruire in alcune aree. Ebbene, quelle aree poi si sono allagate».