Vibo Valentia è la provincia calabrese dove si paga meno Irpef e una delle ultime in Italia per imposte versate. Ma dietro un carico fiscale apparentemente più leggero si nasconde una realtà economica tutt'altro che incoraggiante: i redditi dei contribuenti vibonesi sono nettamente inferiori alla media nazionale. A fotografare la situazione è l'ultima analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre, pubblicata oggi, 17 ottobre, sulla base dei dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi all'anno d'imposta 2024.

Nel Vibonese ciascun contribuente ha versato mediamente 3.836 euro di Irpef, contro una media italiana di 5.788 euro. Una differenza di 1.952 euro che colloca la provincia al 105° posto su 107, vale a dire al terzultimo nella graduatoria nazionale ordinata dal prelievo più elevato a quello più basso. Soltanto Sud Sardegna (3.743 euro) e Ragusa (3.689 euro) registrano importi inferiori.

Redditi vibonesi fermi a 18.213 euro: il confronto con la Calabria

La spiegazione emerge osservando un altro indicatore: il reddito complessivo medio dichiarato. A Vibo Valentia si ferma a 18.213 euro, mentre la media italiana raggiunge i 25.816 euro. Significa che, in media, i contribuenti vibonesi dichiarano 7.603 euro in meno rispetto al dato nazionale.

Un divario che aiuta a comprendere perché le imposte siano più contenute. Il sistema fiscale italiano è infatti progressivo: all'aumentare del reddito cresce anche il peso dell'imposizione. Pagare meno Irpef, dunque, non significa necessariamente godere di una condizione economica più favorevole.

Il confronto regionale conferma la debolezza del Vibonese. A Catanzaro l'Irpef media raggiunge i 4.423 euro, a Reggio Calabria i 4.207, a Cosenza i 4.058 e a Crotone i 3.867. Vibo Valentia chiude la graduatoria calabrese, con un reddito medio dichiarato superiore soltanto a quello di Crotone, che si attesta a 18.016 euro.

Meno di 100mila contribuenti in tutta la provincia

Un altro dato significativo riguarda la platea dei contribuenti. Secondo la CGIA, in provincia di Vibo Valentia sono 99.473, un numero che colloca il territorio al 104° posto nazionale.

Tra questi, 52.917 dichiarano redditi da lavoro dipendente, mentre 37.688 sono titolari di redditi da pensione. I contribuenti con redditi da lavoro autonomo sono 4.476 e quelli con redditi da partecipazione 2.121. Le diverse categorie considerate nell'elaborazione non esauriscono tutte le tipologie reddituali. La fotografia restituisce comunque le dimensioni relativamente ridotte della base contributiva provinciale e mette in evidenza il peso dei redditi da lavoro dipendente e da pensione.

A Milano oltre 9mila euro di Irpef, il doppio che a Vibo

Il divario con le aree economicamente più forti del Paese è particolarmente marcato. Milano guida la classifica nazionale con 9.066 euro di Irpef media per contribuente, seguita da Roma (7.536), Monza e Brianza (7.100), Bolzano (6.975) e Bologna (6.846).

Nel capoluogo lombardo il reddito medio dichiarato raggiunge i 34.803 euro, quasi il doppio di quello vibonese. Nelle province in cui si guadagna di più il prelievo fiscale è generalmente maggiore proprio per effetto della progressività dell'imposta.

Pressione fiscale italiana al 43%, il livello più alto degli ultimi dieci anni

Lo studio allarga infine lo sguardo all'intero Paese. Nel 2026 la pressione fiscale dovrebbe raggiungere il 43% del Pil, contro il 42,9% del 2025 e il 41,6% del 2022. Si tratta del valore più elevato dell'ultimo decennio.

Un incremento che, secondo la CGIA, non significa necessariamente maggiori tasse per tutte le categorie. Le misure introdotte negli ultimi quattro anni avrebbero infatti alleggerito il carico fiscale su famiglie, autonomi e microimprese per 33,3 miliardi di euro.

L'aumento della pressione fiscale complessiva viene ricondotto soprattutto alla crescita dell'occupazione, agli aumenti retributivi e al maggiore contributo richiesto a banche, assicurazioni e grandi imprese.