Da venerdì 16 a martedì 20 ottobre stop ai mezzi delle imprese aderenti alla protesta. Possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci oltre che sui rifornimenti di carburante alle stazioni di servizio
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Tre presidi nel Vibonese per il fermo degli autotrasportatori che da domani, venerdì 16 ottobre, e fino a martedì 20 ottobre interesserà l'intera Calabria. La mobilitazione proclamata da Fedralog Calabria coinvolgerà anche la provincia di Vibo Valentia, dove sono state individuate tre postazioni strategiche: Vibo Marina, lo svincolo autostradale di Sant'Onofrio e Vazzano. Tre punti che si inseriscono nella rete regionale della protesta contro il caro carburante e l'aumento dei costi che stanno mettendo in ginocchio le imprese del settore.
Il fermo arriva in un momento particolarmente delicato per il territorio vibonese, dove la corsa ai distributori è già cominciata. Le preoccupazioni per possibili difficoltà negli approvvigionamenti hanno spinto numerosi automobilisti a mettersi in fila alle stazioni di servizio, alcune delle quali hanno già esaurito le scorte. Una situazione che rischia di aggravarsi con l'avvio della mobilitazione e che sta alimentando timori e incertezze tra cittadini e operatori economici.
Tre presidi nel Vibonese
La scelta delle postazioni individua alcuni dei principali snodi della viabilità e della movimentazione delle merci nella provincia. Vibo Marina rappresenta un punto nevralgico per la presenza dell'area portuale e degli impianti di stoccaggio dei carburanti, già al centro nei giorni scorsi delle manifestazioni di agricoltori e autotrasportatori. Lo svincolo di Sant'Onofrio costituisce invece uno degli accessi all'autostrada A2 per il capoluogo e il comprensorio, mentre Vazzano rappresenta un punto di riferimento per i collegamenti con l'entroterra.
Al momento, l'elenco organizzativo indica le località dei presidi, senza precisare le eventuali modalità di rallentamento del traffico o di gestione della circolazione.
Distributori presi d'assalto e carburante in esaurimento
Intanto, alla vigilia dello sciopero, a Vibo Valentia si registrano già le prime pesanti conseguenze della crisi. Come documentato oggi da Il Vibonese, gli automobilisti hanno preso d'assalto diversi distributori, nel timore di non riuscire a fare rifornimento nei prossimi giorni.
Particolarmente significativa la situazione registrata all'Esso di viale Affaccio, dove il gestore ha spiegato che le scorte stavano rapidamente terminando. «Abbiamo una capienza di 9mila litri ma a breve finiremo tutto», ha raccontato, prevedendo un'autonomia residua di appena mezza giornata. L'ultimo rifornimento risaliva a lunedì e, secondo quanto riferito, non erano previste ulteriori consegne.
Alle difficoltà di approvvigionamento si aggiunge l'aumento dei prezzi. Proprio durante il servizio realizzato dalla nostra testata, il costo del gasolio è passato da 2,254 a 2,295 euro al litro, mentre quello della benzina è salito da 1,994 a 2,009 euro. Rincari registrati mentre gli automobilisti erano già in fila davanti alle pompe.
Una situazione che rende ancora più pesante il clima di incertezza. Il timore non riguarda soltanto la possibilità di restare senza carburante, ma anche le conseguenze sulle attività quotidiane e lavorative. «Se non ho gasolio nel serbatoio non posso lavorare», ha spiegato uno degli automobilisti intervistati.
Le ragioni della protesta
Alla base della mobilitazione proclamata da Fedralog Calabria c'è la crisi economica che attraversa il settore dell'autotrasporto. Le imprese denunciano costi sempre più elevati per carburante, personale, assicurazioni, manutenzione e gestione dei mezzi, a fronte di tariffe che non consentono di mantenere un adeguato equilibrio economico.
Per molte aziende, secondo la Federazione, la liquidità è ormai esaurita. Il fermo è stato confermato dopo settimane di interlocuzioni con le istituzioni, che non avrebbero prodotto risposte immediate sufficienti a scongiurare la protesta.
L'obiettivo dichiarato è fermare, per cinque giorni, la circolazione dei mezzi pesanti e dei veicoli da lavoro delle imprese aderenti, fatte salve le attività essenziali e le eccezioni previste dalla normativa. Fedralog ha comunque richiamato i partecipanti alla necessità di una mobilitazione pacifica, ordinata e rispettosa della sicurezza.
La mappa della mobilitazione in Calabria
Complessivamente, l'elenco organizzativo comprende 17 punti di presidio distribuiti nelle cinque province calabresi. Oltre alle tre postazioni vibonesi, nel Reggino sono indicati il porto di Gioia Tauro e Grotteria Mare, in corrispondenza dello svincolo della Jonio-Tirreno.
Nel Catanzarese sono previsti presidi nell'area dell'aeroporto di Lamezia Terme, a Marcellinara, Vena di Maida, Falerna e nelle località di Caraffa San Floro e Caraffa. Nel Crotonese il punto individuato è Passovecchio.
Più articolata la distribuzione nel Cosentino, con postazioni nell'area di Sibari, Frascineto e Villapiana, lungo la Statale 18 tra Santa Maria del Cedro e Tortora, nella zona di Montalto Uffugo, Cosenza Nord e Rende, oltre che a San Lucido e Guardia Piemontese.


