Proroga fino al 31 dicembre per circa 300 precari del ministero della Cultura (alcuni in servizio al Capialbi), grazie a un emendamento al decreto Pnrr. Soddisfazione dei parlamentari cinquestelle Tucci, Orrico e Baldino
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«I lavoratori precari calabresi del ministero della Cultura, impiegati nei musei e nei siti archeologici della regione, potranno passare una Pasqua più serena. I loro contratti di lavoro, scaduti lo scorso primo marzo, saranno infatti rinnovati fino al 31 dicembre grazie all'approvazione di un nostro emendamento al decreto Pnrr. Si tratta di circa 300 lavoratori, tra funzionari e addetti alla vigilanza, molti dei quali con responsabilità familiari e fondamentali per garantire la continuità delle attività culturali». Lo dichiarano, in una nota congiunta, i parlamentari del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino, insieme alle consigliere regionali calabresi Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto.
«Nel provvedimento presentato - proseguono i rappresentanti del M5s - avevamo richiesto anche la stabilizzazione di questi lavoratori. Una proposta respinta dalla maggioranza di governo, che continua così a mantenerli in una condizione di precarietà inaccettabile, impedendo loro di costruirsi una vita futura con la necessaria serenità e programmazione». «Nel frattempo - aggiungono - per circa un mese, a causa delle inefficienze del governo Meloni, diversi musei e soprintendenze hanno dovuto ridurre o sospendere le attività per carenza di personale. Criticità si sono registrate, in particolare, al Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia e nei musei di Locri, Stilo e Reggio Calabria. Un segnale evidente della scarsa attenzione riservata dal governo al patrimonio culturale e storico del Paese», concludono.
In particolare, il Museo vibonese dal primo marzo aveva dovuto chiudere i battenti dal lunedì al venerdì restando aperto al pubblico esclusivamente nelle giornate di sabato e domenica.



