Alla vigilia di Pasqua i carrelli si riempiono, ma con maggiore attenzione. Tra gli scaffali di un supermercato di Maierato, nel Vibonese, sono in tanti a prepararsi al pranzo della domenica tra tradizione e conti da far quadrare. «Stiamo facendo la spesa, ma i prezzi sono aumentati molto», conferma una cliente. Un’altra aggiunge: «Si compra lo stesso, non possiamo rinunciare al cibo, ma acquistiamo solo il necessario e stiamo attenti ai prezzi. Se c’è un prodotto in offerta ancora meglio».

Tra scaffali affollati e prezzi in aumento, i cittadini fanno i conti con il caro vita senza rinunciare ai piatti tipici. Crescono i costi di ortofrutta, carne e prodotti legati alle materie prime, mentre cambia il modo di fare la spesa

Nonostante i rincari nessuno sembra volere rinunciare alle tradizioni. E così sulle tavole non mancheranno lasagne al forno, carne e dolci della tradizione, le Pittapie. «Saremo in famiglia, come sempre».

Per la responsabile del punto vendita, Maria Rosaria Santella, gli aumenti riguardano in particolare ortofrutta e alcuni prodotti legati alla disponibilità delle materie prime. «La difficoltà principale è la carenza di prodotto», spiega, evidenziando come il punto vendita - appartenente a una nota catena della grande distribuzione - abbia attivato campagne promozionali per contenere l’impatto sui clienti. Tra i prodotti più colpiti figurano caffè e cioccolato, influenzati dall’aumento dei costi del cacao e degli zuccheri, oltre che dai trasporti. Per le uova di Pasqua, invece, si registrano aumenti più contenuti, in linea con l’andamento degli ultimi anni.

Cambia anche il modo di fare la spesa: «I clienti vengono meno volte durante la settimana e tendono a concentrare gli acquisti nel weekend, puntando sull’essenziale», aggiunge la responsabile.

Il responsabile del reparto pescheria conferma: «Gli aumenti sono evidenti e legati alla situazione internazionale, ai carburanti e ai costi di produzione». Una dinamica che coinvolge tutti i reparti, dalla carne al pesce, fino ai prodotti confezionati.

Al banco macelleria, dove si registrano le code più lunghe, l’agnello resta uno dei prodotti più richiesti. «Non può mancare», dice una coppia, «magari si rinuncia ad altro, ma non a questo». Un’altra cliente ci mostra il carrello della spesa con il necessario: «Ho rinunciato alle uova al cioccolato perché costano troppo».
In fila alla cassa c’è una mamma: «Spenderò non meno di 100 euro per il pranzo pasquale. I soldi non bastano», aggiunge. «È salito tutto, dalla pasta alla carne. E le pensioni restano ferme. Dove andremo a finire?», si domanda preoccupato un anziano.