Confermato alla presidenza Pasquale Romano Mazza, nella prima seduta distribuite le cariche sociali. «Disponibili a collaborare con altri Ordini, con enti e amministrazioni locali per lo sviluppo della provincia»
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Si è insediato il nuovo Consiglio direttivo dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vibo Valentia, eletto l’8 maggio per il quadriennio 2026-2030 Nella prima seduta il Consiglio ha provveduto alla distribuzione delle cariche sociali.
Il nuovo organo conferma alla presidenza Pasquale Romano Mazza. Le funzioni di vicepresidente vicario sono affidate a Francesco Costantino e quelle di vicepresidente a Lorena Callisti; segretario è Piera Policaro, tesoriere Sisto Scordo. Completano il Consiglio i consiglieri Antonio Arena, Francesco Greco, Leonardo Manno, Giovanni Russo e Caterina Tambuscio per la Sezione “A”, e Massimiliano Nania per la Sezione “B”.
La composizione, fanno sapere gli stessi componenti del Consiglio, esprime «una rappresentanza articolata della professione sul territorio provinciale, con la presenza di entrambe le sezioni dell’albo e di competenze maturate nei diversi ambiti dell’ingegneria – civile e ambientale, industriale e dell’informazione».
L’insediamento del nuovo Consiglio richiama «il ruolo che la figura dell’ingegnere riveste nella sicurezza e nella tutela del territorio, un tema di particolare rilevanza in un’area come quella vibonese e calabrese, esposta al rischio sismico e al dissesto idrogeologico. La prevenzione del rischio, la verifica e l’adeguamento del patrimonio edilizio esistente, la corretta progettazione delle opere pubbliche e private, la manutenzione delle infrastrutture e la gestione delle acque sono attività che dipendono in misura decisiva dalla qualità del lavoro tecnico e dal rigore con cui la professione viene esercitata. In questa prospettiva la competenza dell’ingegnere non si esaurisce nell’adempimento di un incarico, ma costituisce un presidio per la sicurezza delle persone e delle comunità. La sicurezza degli edifici pubblici, a partire dalle scuole, la resilienza delle reti e dei servizi essenziali, la sostenibilità ambientale ed energetica degli interventi, l’efficienza e la durabilità delle opere realizzate con risorse pubbliche sono altrettanti ambiti in cui il contributo tecnico qualificato si traduce in tutela concreta del territorio e dei cittadini. È in questa funzione di garanzia, prima ancora che nel singolo progetto, che si misura il valore sociale della professione».
Il Consiglio raccoglie l’eredità del mandato precedente nel segno della continuità operativa. Tra le linee di indirizzo confermate restano centrali la tenuta e l’aggiornamento dell’albo, la vigilanza deontologica, la formazione continua degli iscritti e la tutela del titolo e dell’esercizio professionale, intesa anche come garanzia di qualità per la collettività. Sul piano dei rapporti istituzionali, l’Ordine intende proseguire la collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con la Federazione regionale degli Ordini della Calabria e con gli altri Ordini e collegi professionali, oltre che con gli enti locali e le amministrazioni del territorio, nella prospettiva di – conclude il Consiglio – «un contributo tecnico qualificato alla programmazione e alla realizzazione delle opere pubbliche, alla sicurezza e alla qualità del costruito ponendo la competenza dell’ingegnere al servizio della collettività e dello sviluppo della provincia».

