Mentre nel Vibonese il prezzo dei carburanti continua a correre e in alcuni impianti il pieno è diventato ormai un salasso, da Polia arriva una possibile risposta al caro benzina che passa direttamente dal Comune: una stazione di rifornimento comunale, pensata per garantire un servizio oggi assente sul territorio e, soprattutto, per provare a contenere i prezzi alla pompa.

L’iniziativa annunciata dall’Amministrazione comunale del piccolo centro delle Serre vibonesi arriva in un momento particolarmente delicato. L’ultima rilevazione effettuata nel Vibonese fotografa infatti prezzi ancora molto elevati: nell’area di servizio Pizzo Est, sull’A2 del Mediterraneo, il gasolio servito ha raggiunto 2,549 euro al litro e la benzina 2,439 euro. Ma il problema non riguarda soltanto l’autostrada. A Mileto il diesel servito è arrivato a 2,419 euro, mentre a Vibo Valentia ha toccato 2,399 euro. Anche nell’area delle Serre i prezzi restano pesanti, con il gasolio servito a Serra San Bruno a 2,339 euro al litro.

È dentro questo scenario che assume un significato particolare il progetto annunciato a Polia. Il tentativo di trasformare un servizio essenziale in uno strumento per alleggerire almeno in parte il peso del caro carburanti sulle famiglie e sulle attività economiche.

L’iniziativa è stata presentata attraverso i canali social del Comune. Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, il nuovo impianto potrebbe consentire un risparmio stimato di circa 20 centesimi al litro rispetto alla media calabrese. Una differenza che, moltiplicata per un pieno e soprattutto per i rifornimenti effettuati nel corso dell’anno, diventerebbe tutt’altro che marginale.

«Amministrare significa innanzitutto ascoltare e stare vicini ai cittadini nelle difficoltà di ogni giorno», sottolinea il Comune, ricordando come l’assenza di un distributore abbia rappresentato per anni un disagio per famiglie, lavoratori e imprese.

Il risparmio, nelle intenzioni dell’Amministrazione, non sarebbe quindi legato soltanto al prezzo esposto sulla colonnina. A incidere sarebbe anche la possibilità di rifornirsi direttamente a Polia, evitando spostamenti verso altri centri e i relativi costi in termini di tempo e carburante.

Il Comune assicura inoltre che l’operazione non dovrebbe pesare sulle casse dell’ente: l’investimento, secondo quanto spiegato, sarebbe strutturato in modo da ripagarsi autonomamente.

Per arrivare al primo pieno bisognerà però completare l’iter amministrativo e burocratico necessario alla realizzazione dell’impianto. «Naturalmente ci vorranno i tempi burocratici necessari per completare l’iter e arrivare al primo rifornimento», chiarisce l’Amministrazione, assicurando comunque la volontà di procedere rapidamente..

Il precedente abruzzese della “benzina del sindaco”

Quella di Polia non sarebbe peraltro una strada del tutto inesplorata. In Abruzzo ha già fatto discutere il caso di Valle Castellana, piccolo Comune montano della provincia di Teramo, dove il distributore è direttamente di proprietà dell’ente e viene gestito senza l’obiettivo di produrre utili.

Qui la stazione comunale riesce a mantenere i prezzi anche 25 centesimi al litro sotto la media, perché il Comune ha scelto di rinunciare sostanzialmente al margine di guadagno e di aggiungere al costo di acquisto soltanto quanto necessario a coprire manutenzione, energia elettrica e videosorveglianza.

Il sindaco Camillo D’Angelo ha raccontato che il Comune acquistò nel 2019 un impianto destinato alla chiusura, entrato poi in funzione nel 2022. Una scelta nata innanzitutto dall’esigenza di garantire un servizio a un territorio estremamente frammentato, composto da 47 frazioni e con appena sei residenti per chilometro quadrato.

La gestione si basa su un principio semplice: andare in pareggio, non guadagnare sulla vendita del carburante. Anche gli approvvigionamenti vengono programmati seguendo l’andamento delle quotazioni e anticipando gli acquisti quando si prevedono nuovi rincari.

Una formula che ha finito per attirare automobilisti anche da fuori Comune e che ha trasformato quella che era nata come una soluzione a un problema di isolamento in un piccolo caso nazionale. Insomma, nei piccoli centri il distributore può essere considerato non soltanto un’attività commerciale, ma anche un servizio essenziale.