Il presidente dell’associazione Sergio Gaglianese ringrazia Occhiuto per l’intervento sulla vicenda e rende omaggio all’imprenditore che ieri ha ottenuto le concessioni demaniali necessarie a realizzare il progetto da 27 milioni che prevede 300 posti barca e fino a 250 occupati
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«Dopo 26 anni e 20 giorni, oggi possiamo dire che ne è valsa la pena». Sergio Gaglianese, presidente dell’associazione La Tazzina della Legalità, commenta così la firma dei nuovi atti di concessione demaniale per il Marina Resort Porto Santa Venere, il progetto dell’imprenditore Francesco Cascasi a Vibo Marina. L’investimento, da circa 27 milioni di euro, prevede 300 posti barca e una ricaduta occupazionale stimata tra 200 e 250 posti, tra impiego diretto e indotto.
Gaglianese ringrazia il presidente della Regione Roberto Occhiuto, che il 14 ottobre ha incontrato alla Cittadella regionale insieme a Cascasi. «Non si è limitato ad ascoltare. Si è attivato concretamente, assumendo un’iniziativa istituzionale che si è rivelata fondamentale per imprimere un’accelerazione alla soluzione della vicenda», scrive nella nota. Un ringraziamento è rivolto anche all’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, al presidente Paolo Piacenza e a chi ha contribuito al risultato.
«Cascasi non ha mollato»
Il presidente dell’associazione dedica un passaggio a Cascasi, che «ha continuato a combattere quando sarebbe stato molto più semplice arrendersi». Nella nota ricorda le difficoltà, le intimidazioni e le denunce affrontate dall’imprenditore. «Oggi non voglio celebrare soltanto un investimento imprenditoriale. Voglio rendere omaggio alla dignità di un uomo che ha scelto di non arretrare», afferma Gaglianese.
La firma arriva al termine di una vicenda avviata nel 2000, segnata da contenziosi e passaggi amministrativi. I nuovi atti, sottoscritti dal presidente dell’Autorità portuale Piacenza e dall’amministratrice della Cadi Srl, Domenica Marcello, aggiornano il progetto e consentono l’ampliamento degli spazi in concessione. L’intervento comprende il porto turistico e altre strutture ricettive e servizi nautici.
«Da Vibo Marina parte la matrice della ridestanza»
Per La Tazzina della Legalità, il traguardo va oltre l’investimento. «Quando si crea una vera sinergia tra mondo associativo, società civile e istituzioni è possibile produrre risultati concreti e contribuire a contrastare gli spazi di condizionamento della criminalità organizzata», sostiene Gaglianese.
Da qui il riferimento alla «ridestanza», definita nella nota come un percorso culturale e civile: «Il contrasto alla ’ndrangheta non si esaurisce nelle indagini e nelle operazioni giudiziarie, pur indispensabili, ma passa anche dalla capacità di creare lavoro, sviluppo, opportunità».
«Non dobbiamo più abituarci alla resistenza. Dobbiamo cominciare a pretendere la ridestanza», è l’appello conclusivo dell’associazione, che lega la legalità alla possibilità di costruire «sviluppo, lavoro, libertà e futuro».


