Gli studenti sono stati coinvolti in una serie di sondaggi anonimi per rilevare la loro percezione dell'economia locale: occupazione, export, dimensioni dei principali settori produttivi. La sorpresa? Vibo genera ogni anno 2,47 miliardi
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Il Gruppo giovani imprenditori porta l'economia in classe: dati reali, percezioni sorprendenti e un messaggio che sfida i luoghi comuni sul "Sud da lasciare". Partendo da una domanda apparentemente semplice che, nella sala di un istituto scolastico vibonese, ha aperto gli occhi a una generazione intera: quant'è grande l'economia di Vibo Valentia?
Gli studenti dell'Istituto tecnico economico "Galileo Galilei" hanno risposto con onestà, come sanno fare i ragazzi: meno di un miliardo di euro. Una cifra che rispecchia l'immagine che troppo spesso circola di questo territorio — fragile, periferico, limitato. Ma i numeri, quelli veri, raccontano una storia diversa. E molto più entusiasmante.
I numeri dell’economia vibonese
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, la provincia di Vibo Valentia genera ogni anno 2,47 miliardi di euro di valore aggiunto: più del doppio di quanto i suoi stessi giovani immaginassero. Un'economia reale, concreta, fatta di imprese, lavoro e talento che ogni giorno — spesso in silenzio — produce ricchezza e opportunità.
Quel momento di sorpresa in classe non è stato uno smacco, ma una scoperta. La rivelazione che il territorio in cui si è cresciuti vale molto più di quanto ci abbiano mai raccontato. E che conoscerlo davvero, prima di qualsiasi altra scelta, è già il primo passo verso un futuro costruito con consapevolezza — e magari, proprio qui.
È da questo dato sorprendente che è partito l'incontro promosso nei giorni scorsi dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vibo Valentia, con la delegazione guidata dal presidente Gaetano Portaro accompagnato dai colleghi Rocco Mangione, Giovanni Pettinato e Raffaele Rito, con gli studenti dell'istituto vibonese, nell'ambito di un'iniziativa volta a costruire un ponte concreto tra il mondo dell'impresa e le nuove generazioni.
Un metodo innovativo: prima i sondaggi, poi la realtà. L'incontro – si legge in un comunicato – non si è svolto nella forma tradizionale della conferenza, ma ha adottato un approccio partecipativo e interattivo.
Gli studenti sono stati coinvolti in una serie di sondaggi anonimi per rilevare la loro percezione dell'economia locale: occupazione, export, dimensioni dei principali settori produttivi. Solo in un secondo momento le risposte sono state confrontate con i dati ufficiali, dando vita a un momento di analisi condivisa che ha generato sorpresa, curiosità e — soprattutto — domande.
Oltre alla sottostima del valore aggiunto provinciale, anche il tasso di occupazione e le performance dell'export locale sono risultati percepiti dai ragazzi come decisamente inferiori rispetto ai numeri reali. Un quadro che restituisce l'immagine di un territorio più vitale di quanto i suoi stessi giovani immaginino.
"Prima di partire, conosci davvero dove vivi"
Il messaggio dei Giovani Imprenditori – si evidenzia nella nota – è diretto e privo di retorica: non si chiede ai ragazzi di rinunciare alle proprie ambizioni o di non guardare oltre i confini provinciali. Si chiede, più semplicemente, di farlo con consapevolezza.
Conoscere le reali dimensioni economiche del territorio — i comparti dell'agroalimentare, del metalmeccanico, del turismo, così come le opportunità legate all'innovazione tecnologica e all'evoluzione dei mercati — è il presupposto indispensabile per costruire scelte professionali davvero libere e informate.

Un impegno che continua
Il riscontro degli studenti è stato entusiasta e propositivo, confermando che spesso non è la voglia di sapere a mancare, ma gli strumenti per farlo.
Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vibo Valentia ha annunciato che questa non sarà un'iniziativa isolata: altri incontri nelle scuole del territorio sono già in programma, nella convinzione che la conoscenza dei dati e la comprensione delle dinamiche economiche locali siano, prima di tutto, un atto di rispetto verso le nuove generazioni e verso il futuro della provincia.

