Comune di Vibo, Costa lancia un patto di fine consiliatura per uscire dall’impasse

Il sindaco detta le linee programmatiche fino alla scadenza naturale del mandato e ne chiede la sottoscrizione ai consiglieri. «Solo a queste condizioni - avvisa - si può continuare»

Il sindaco detta le linee programmatiche fino alla scadenza naturale del mandato e ne chiede la sottoscrizione ai consiglieri. «Solo a queste condizioni - avvisa - si può continuare»

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«Si può continuare?  La particolare situazione politica che si è determinata a seguito delle dimissioni del presidente del consiglio comunale e di due assessori impone la necessità di esporre chiaramente a tutti i consiglieri che hanno condiviso il programma elettorale, quei punti che è necessario attuare in questo scorcio di consiliatura nell’esclusivo interesse della città, con l’intesa che, dovrà essere profuso da parte di tutti, mediante formale sottoscrizione, l’impegno finalizzato all’approvazione di tutte le delibere volte alla realizzazione di detti aspetti del programma». 

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Il sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, prova ad uscire dall’angolo e gioca la sua mossa rilanciando la palla nel campo opposto al suo: i banchi dell’aula consiliare di Palazzo Luigi Razza dove siedono i gruppi che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e che sono alla prese, da giorni, con il difficile recupero di un equilibrio che possa consentire il prosieguo dell’esperienza avviata ormai da tre anni dall’ex magistrato. Massima incertezza ancora sull’esito della partita a scacchi che mette in ballo le tre poltrone lasciate libere dal gruppo di Stefano Luciano, ma che vede come vera posta in palio il riassetto di una maggioranza quanto mai ondivaga. Vigono ancora i veti incrociati, con Forza Italia che sbarra la strada al rientro di Vibo Unica nell’alveo della coalizione e che, in caso contrario, promette di far sentire tutto il peso, e lo stesso Costa costretto quotidianamente a fare i conti con quei numeri cui è ora più che mai appeso il suo mandato.  

Ecco la mossa del primo cittadino, fuori dallo schema civico/politico finora in auge, che rappresenta una sorta di chiamata alla responsabilità personale. Improntata al pragmatismo ma, evidentemente, anche alla sopravvivenza amministrativa. Una richiesta di “fiducia” su quelli che il sindaco definisce «spunti programmatici capaci di offrire concrete e rapide soluzioni per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio». 

Nel dettaglio «ci si propone, innanzitutto, d’intervenire sulle situazioni più evidenti dalle quali dipende la riqualificazione e la rinascita di Vibo, ed in particolare: a) sulla viabilità, previo reperimento del finanziamento necessario per i lavori di manutenzione che non si limitino alla semplice copertura delle tante buche che tormentano i cittadini e le loro autovetture; b) sulla pulizia delle strade sia con mezzi meccanici sia manualmente; c) sulla tempestiva raccolta rifiuti con immediata eliminazione delle micro discariche che si formano giornalmente e sul raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata non inferiore al 60%; d) sul recupero e rivitalizzazione del centro storico mediante l’organizzazione di: mercatini rionali, mercatini settimanali di artigianato, incentivazione con agevolazioni fiscali della piccola distribuzione con apertura delle tradizionali botteghe e delle mercerie, rivalutazione dei vicoletti con iniziative gastronomiche sulla falsariga di “Vicoli diVini”; e) sulla metanizzazione Vibo Marina; f) sull’avvio d’intesa con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro delle politiche di sviluppo riguardanti le aree comprese nella Zes (Porto Vibo Marina, area Porto Salvo)». 

Il tutto nella consapevolezza della difficoltà del percorso e «senza avere la presunzione di esaurire in questi pochi anni che rimangono tutte le complesse tematiche che riguardano la città e le frazioni, oltre che per la difficile situazione finanziaria, anche per le lungaggini burocratiche che sottendono tutte le pratiche, persino quelle inerenti le iniziative più urgenti e per le quali sono previsti finanziamenti con scadenze prossime, è nostra ferma intenzione rimuovere le cause che provocano disagi ed emarginazione e creare condizioni conformi alle aspettative dei cittadini. In quest’ottica abbiamo programmato incisivi interventi sulle aree che più esprimono i bisogni dei cittadini riguardanti in particolare i Lavori Pubblici, il Territorio e l’Urbanistica, l’Ambiente, la Cultura, le Politiche Sociali, l’Economia, il Commercio e lo Sport, le Politiche Giovanili e le Innovazioni Tecnologiche». 

Segue un lungo resoconto di ben 37 pagine utile, secondo le intenzioni, ad «offrire una corretta visione del punto di vista al quale ci siamo ispirati nella selezione delle attività che riteniamo di realizzare in questa fase finale, appare necessario che ciascun Consigliere sia informato dei risultati fino ad ora conseguiti dagli Assessori  nei settori di loro competenza». Un patto di fine legislatura, sul quale il sindaco chiede l’impegno dei consiglieri, che appare come l’estremo tentativo di mediare un’uscita dall’impasse e blindare una maggioranza che, a conti fatti, fino ad oggi si è dimostrata tutto fuorché compatta.

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