Si dimette da consigliere regionale, Giuseppe Mangialavori resta senatore

Come previsto l’esponente di Forza Italia ha preferito Palazzo Madama a Palazzo Campanella. Nei giorni scorsi la Giunta per le elezioni si era pronunciata per la sua incompatibilità. «Non ho intenzione di temporeggiare» ha detto

Come previsto l’esponente di Forza Italia ha preferito Palazzo Madama a Palazzo Campanella. Nei giorni scorsi la Giunta per le elezioni si era pronunciata per la sua incompatibilità. «Non ho intenzione di temporeggiare» ha detto

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Il senatore Giuseppe Mangialavori
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«Ho presentato le mie dimissioni formali dal consiglio regionale della Calabria. La mia scelta è dettata dalla necessità politica e morale di dedicarmi fin da subito ai miei incarichi di senatore della Repubblica e di componente della commissione Attività produttive. Il mio ruolo di parlamentare, ottenuto grazie al voto di migliaia e migliaia di calabresi, mi permetterà di lavorare per il bene della Calabria da un’altra postazione istituzionale, che mi onora e, al contempo, mi carica di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini della mia splendida regione». Il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori ha sciolto con queste parole ogni riserva rispetto alla scelta tra l’incarico di consigliere regionale della Calabria, dove era rientrato per effetto della surroga di Wanda Ferro, a sua volta eletta a Montecitorio, e quello di esponente di Palazzo Madama, optando, come del resto ampiamente prevedibile, per questa seconda opzione.

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«Non ho dunque intenzione di temporeggiare o di impegnare oltre gli uffici e le commissioni del consiglio regionale deputate alla valutazione delle incompatibilità istituzionali – ha riferito a tal proposito Mangialavori -. La mia è una decisione che nasce anche da una amara consapevolezza: troppo spesso i “palazzi del potere” si occupano più dei problemi e dei privilegi dei loro inquilini che delle necessità dei cittadini, che assistono attoniti allo spettacolo di classi dirigenti completamente alienate dalla vita reale. Credo, invece, che la politica calabrese abbia bisogno di una profonda rigenerazione e di mettere finalmente in campo un progetto condiviso per la rinascita della nostra regione. La Calabria non può più permettersi di essere governata da una nomenclatura del tutto indifferente alle sue sorti, né può tollerare ancora il modus operandi autoreferenziale dei suoi rappresentanti istituzionali. Per quel che mi compete – ha concluso Mangialavori -, cercherò di onorare al meglio delle mie possibilità l’incarico che mi è stato affidato, nel tentativo di dare risposte a tutti quei calabresi che non hanno smesso di credere che un futuro diverso sia ancora possibile». Nei giorni scorsi la Giunta per le elezioni si era pronunciata a favore dell’incompatibilità del senatore vibonese. Al posto di Mangialavori, in consiglio regionale dovrebbe ora subentrare il primo dei non eletti con la Casa delle libertà Claudio Parente, anche se in Consiglio regionale è stata deposita la diffida di un altro non eletto nel 2014, Gianpaolo Chiappetta, che rivendica un posto nell’assemblea calabrese in base a una particolare interpretazione della legge elettorale.

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