La proposta di Lo Schiavo: «Superare le disparità per un nuovo patto di cittadinanza»

Scrive il già candidato sindaco di Vibo: «Se mancano le condizioni di vivibilità non basterà un teatro a rendere tutti colti e felici. Chi aspira a governare faccia sentire i cittadini parte integrante dello stesso destino»

Scrive il già candidato sindaco di Vibo: «Se mancano le condizioni di vivibilità non basterà un teatro a rendere tutti colti e felici. Chi aspira a governare faccia sentire i cittadini parte integrante dello stesso destino»

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«Ho avuto modo di conoscere in profondità la città di Vibo Valentia, e da tempo sono convinto che non si riuscirà mai a costruire una vera comunità se non si prova a tenere insieme il pubblico del Festival letterario con i fan di Famao, il centro e le periferie, gli intellettuali con chi non è andato mai a scuola». Ad affermarlo è il già candidato sindaco di Vibo Valentia e attuale consigliere comunale d’opposizione Antonio Lo Schiavo. La sua riflessione descrive una società vibonese che «continua a essere poco coesa (tutti contro tutti), poco incline a condividere un comune senso di appartenenza. Non ho creduto – afferma – nell’uomo solo al comando, per la stessa ragione non credo all’èlite che dal Palazzo governa i “bifolchi”. Purtroppo se si ha fame, e mancano le condizioni minime di vivibilità, non basterà un teatro per far divenire tutti colti e felici. Sono dell’idea invece che, nelle condizioni attuali, chi aspira a governarla deve superare il proprio angolo visuale e della propria fazione, e provare invece a parlare a tutti, facendoli sentire parte integrante dello stesso destino. Non è facile – annota in conclusione -, ma solo se si riscoprirà un senso comune di appartenenza, se in molti si sentiranno coinvolti e inclusi in un patto di cittadinanza e se, soprattutto, maturerà  la consapevolezza dei vantaggi diffusi che derivano dal rispetto delle regole di civile convivenza, solo così si potrà provare a cambiare la città di Vibo».

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