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Il sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria sceglie di sostenere la corsa del primo cittadino di Cosenza alle Regionali. Dopo lo strappo dei consiglieri vibonesi un altro duro colpo per un partito ormai allo sbando. E De Nisi “ci prova” con la Ferro

Da sinistra Mario Occhiuto e Gianluca Callipo
Politica

Uno stillicidio. Un altro duro colpo per un partito nel quale, nel volgere di pochi giorni, certezze consolidate crollano come castelli di carta. Il Pd non fa in tempo a riprendersi dalla netta sconfitta rimediata alle elezioni provinciali - e soprattutto dal duro colpo infertogli dai franchi tiratori che nel consiglio comunale di Vibo hanno votato in blocco per il fronte avversario - che subisce una nuova e clamorosa fuoriuscita. A lasciare i lidi democratici è infatti un nome di primo piano della politica regionale. Uno di quei pochi esponenti considerati il volto presentabile del partito, tanto che sulla sua figura, nel recente passato, il Pd aveva puntato molto, riconoscendogli ruoli di responsabilità. Un pezzo da novanta, insomma. Si tratta di Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria. Già considerato tra i più convinti “renziani della prima ora”, è stato vicinissimo ad ottenere una candidatura alle Politiche ed è stato l’avversario dell’attuale governatore calabrese Mario Oliverio alle primarie del 2014, raccogliendo in quell’occasione il 42 per cento dei consensi. Anche Callipo sceglie di prendere le distanze da un partito ormai in crisi di consensi e identità, dilaniato da diatribe interne, e proprio all’indomani del voto provinciale - che pure lo aveva visto incluso nella commissione interna che ha gestito le travagliate fasi elettorali sfociate nella candidatura di Antonino Schinella - annuncia il suo addio al partito. Un addio che lo porterà verso il centrodestra, a sostegno della candidatura del primo cittadino di Cosenza Mario Occhiuto nella corsa delle Regionali del 2019. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità

Callipo motiva la sua scelta sulla base non dell’appartenza politica, dicendosi sempre convintamente democratico, ma sul pragmatismo, riconoscendo al collega cosentino di essere un esempio di buona amministrazione: un sindaco che, a parer suo, ha saputo cambiare il volto della sua città e che rappresenta un modello da emulare. Ed è, in qualche modo, quella di Callipo, anche una risposta all’appello del governatore Oliverio a puntare sul civismo, ribaltandone però decisamente la prospettiva, anche e soprattutto sulla base di un giudizio estremamente negativo rispetto all’operato dell’attuale Giunta regionale. «Non sto aderendo a Forza Italia - assicura Callipo -. Sto solo accogliendo l’appello dello stesso governatore, che ha esaltato il cosiddetto partito dei sindaci come base della sua candidatura e ha chiesto di fare una scelta ispirata al civismo. Se vogliamo andare avanti, oggi bisogna puntare sulle persone più che sui partiti. E Occhiuto è ciò che, da calabrese, vorrei anche per la Regione». 

In ballo vi è, evidentemente, un impegno diretto del sindaco di Pizzo nella competizione regionale, magari in una lista civica a sostegno del collega cosentino. Uno spazio, cioè, che difficilmente Callipo avrebbe trovato nell’alveo del centrosinistra, dove sono in tanti gli aspiranti consiglieri regionali tra quanti hanno risposto all’appello lanciato da Oliverio. Lo stesso obiettivo, se pur in una prospettiva radicalmente diversa, che sta perseguendo quella frangia vibonese che ha voltato le spalle al Pd nelle ultime Provinciali scegliendo di sostenere Forza Italia e il candidato proposto dal senatore Giuseppe Mangialavori, Salvatore Solano. Frangia che ora punta sulla candidatura di Vito Pitaro nella lista dei socialisti di Zavettieri a sostegno della coalizione di centrodestra. Occhiuto e Mangialavori, dunque, divengono poli d’attrazione per i fuoriusciti del Pd, ormai disincantati rispetto ad un partito che ha indubbiamente perso il suo appeal sia a livello nazionale che locale anche alla vigilia di un congresso che difficilmente ne potrà, allo stato attuale, rilanciare le ambizioni. Resta da capire, guardando al Vibonese, quale effettivo margine di arrivare in porto avranno le tante candidature che si prospettano in questi giorni, posto che i pretendenti a Palazzo Campanella - o presunti tali - abbondano su entrambi i fronti. Tra questi c’è da annoverare anche l’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi, il quale avrebbe da tempo avviato un’interlocuzione in questo senso con Wanda Ferro, deputata di Fratelli d’Italia, già sostenuta dall’ex sindaco di Filadelfia in occasione delle Politiche del marzo scorso.

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