lunedì,Maggio 16 2022

L’intervento | Vibo alle prese con gli slogan del sindaco e degli assessori

La politica degli annunci e degli impegni disattesi fra situazioni esilaranti e figuracce storiche

L’intervento | Vibo alle prese con gli slogan del sindaco e degli assessori
Palazzo Luigi Razza, sede del Comune
La conferenza stampa per la strada Candrilli

Continua in modo incessante l’attività di controllo sull’operato dell’amministrazione Limardo da parte del gruppo consiliare del Pd ed in verità anche delle altre forze d’opposizione che, unitamente al primo, si sono dimostrate molto puntuali e competenti nell’esercitare le loro prerogative. Di fronte a tale dato di fatto bisogna chiedersi se effettivamente tutte le richieste di chiarimenti, le interrogazioni, le critiche ed in particolare le accuse rivolte all’esecutivo, ed al sindaco in modo specifico, di amministrare con gli slogan abbiano ragione di esistere oppure rientrino nella sfera della strumentalizzazione politica, come più volte prospettato dal primo cittadino.
Riteniamo che chiunque segua le vicende politico-amministrative della città non possa nutrire dubbi sulla circostanza che effettivamente gli annunci rappresentino la via maestra percorsa dall’esecutivo. Tale stato di cose non deve rappresentare una sorpresa; infatti, se tra i presunti assessori di “alto profilo” vi sono alcuni personaggi che durante l’amministrazione Costa, dai banchi dell’opposizione, di fronte alle serie tematiche che attanagliavano la città, bloccavano i lavori del consiglio comunale con disquisizioni sul sesso degli angeli, smentendo poi il pomeriggio ciò che avevano affermato la mattina, non ci si deve meravigliare se oggi che occupano posti di rilievo continuino con la stessa superficialità a coniare inutili slogan.
Quanto descritto rende più agevole comprendere e valutare la situazione odierna la quale, partita dai proclami iniziali del sindaco Limardo in ordine alla formazione di un esecutivo di alto profilo in grado di porre in essere una rivoluzione epocale, ha raggiunto il punto più basso della sua parabola con la missiva con cui il primo cittadino “sculaccia” quegli stessi assessori, evidentemente non ritenuti più in possesso dello standard iniziale. Il percorso di questa caduta libera è costellato da una serie di pessime figure collegate ai continui impegni assunti e puntualmente disattesi, alla cronica incapacità di risolvere una qualsiasi criticità (raccolta rifiuti, crisi idrica, sottopasso di Vibo Marina, inquinamento marino-fosso Sant’Anna, edifici scolastici nel caos, viabilità da terzo mondo) e dalle diverse situazioni esilaranti che hanno avuto come protagonisti sindaco ed assessori.
Tra le più recenti, che meriterebbero di essere raccolte in un volume da tramandare ai posteri, va ricordata l’inaugurazione della strada “Candrilli”, avvenuta in pompa magna alla presenza di diversi esponenti politici del Vibonese, della Limardo – alla perenne ricerca del palcoscenico – e di un assessore regionale coinvolto, suo malgrado, in una figuraccia storica. La strada, che a dire del sindaco doveva addirittura rappresentare un volano per lo sviluppo turistico della città, è stata chiusa al transito appena qualche giorno dopo dal comandante della polizia municipale in quanto fonte di pericolo per gli utenti.
Anche il vicesindaco ed assessore al personale Domenico Primerano non è da meno; quest’ultimo, nel rispondere ad una interrogazione di Stefano Soriano (Pd) relativa ai ridotti orari di apertura dei cimiteri cittadini, invece di trovare una soluzione al problema ha preferito addossare la colpa del disservizio alla presenza sul territorio comunale di ben sette cimiteri non in linea con il numero degli abitanti. E’ opportuno non commentare, ma non possiamo comunque esimerci dal rilevare come i cittadini vibonesi debbano reputarsi fortunati che nessun altro assessore di “alto profilo” abbia partorito l’idea di chiudere i luoghi sacri ritenuti in eccesso, prevedendo magari come alternativa la sepoltura dei defunti nel giardino di casa o in quello condominiale.

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