Pd a braccetto coi Sovranisti, Mirabello cerca di metterci una pezza: «Pensiamo alla città»

Dopo il clamore per le presenze alla convention di Luciano parla il consigliere regionale dem: «Combattere il sistema Mangialavori»

Dopo il clamore per le presenze alla convention di Luciano parla il consigliere regionale dem: «Combattere il sistema Mangialavori»

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Il consigliere regionale Michele Mirabello
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Il Partito democratico cerca di metterci una pezza, anche se il buco, stavolta, è talmente ampio da rendere ardua l’impresa. Michele Mirabello un tentativo lo fa. Oggetto del contendere, il clamore mediatico suscitato dalla presenza dei suoi leader nella stessa sala dei leader del fronte di destra, con i due schieramenti a sostegno del medesimo candidato a sindaco di Vibo Valentia, Stefano Luciano; un clamore che ha superato anche i confini regionali. Alla convention che sabato sera ha di fatto “battezzato” l’avvio della campagna elettorale erano presenti infatti numerosi soggetti politici, tra i quali spiccavano, oltre allo stesso Mirabello, anche Bruno Censore ed Enzo Insardà, che facevano da contraltare ai Sovranisti Franco Bevilacqua, Pino Scianò, Mimmo Arena, Salvatore Bulzomì

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luciano mirabelloAd ogni modo, come detto, Mirabello prova a metterci una pezza. Eccola: «Le voci che si inseguono e spesso sfociano nel pettegolezzo, i retroscena suggestivi ed a volte un po’ fantasiosi, unitamente ad una buona dose di malafede alimentata da chi ha già messo in campo il peggio del trasformismo immorale – attacca – stanno costruendo intorno al gruppo dirigente del Partito democratico vibonese, in riferimento alle scelte per il governo della città capoluogo, una fitta rete di false rappresentazioni della realtà. A questo punto, per la parte che mi compete, ritengo opportuno ribadire di essere impegnato nella costruzione di una proposta politica finalizzata alla discesa in campo di una colazione da costruirsi in maniera larga ed inclusiva con i movimenti civici, con le formazioni democratiche e progressiste e con le forze alternative al sistema di potere gestito da due lustri dal senatore Mangialavori. Allargare il fronte di una coalizione con questi obiettivi, e con l’evidente necessità di creare le condizioni per fare uscire la città dal pantano dei clientelismi e dei patti di potere che l’hanno paralizzata, non significa e mai significherà costruire alleanze innaturali con forze politiche collocate a distanze siderali dalla storia e dalla cultura del Pd. Continuiamo e continuo a pensare che sia necessario combattere il sistema di potere che ha affossato Vibo, inchiodando gruppi dirigenti che hanno distrutto le prospettive della città alle proprie responsabilità e smascherando accordi finalizzati solo a costruire prospettive individuali di carriera politica e professionale. Continuiamo a pensare che questo obiettivo si possa ottenere promuovendo alleanze larghe ed inclusive con la parte sana della città e con il mondo delle associazioni senza con questo dover rinunciare a storia, prospettive ed identità ben definite e demarcate. Dunque, tralasciando le prosaiche ricostruzioni delle ultime ore, ed abbandonando il campo della caccia al nome, la fase richiede esclusivamente uno sforzo per la costruzione della coalizione e del progetto per Vibo».

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