Bando per il nuovo segretario comunale a Vibo, Limardo: «Scelta inopportuna»

Il candidato sindaco del centrodestra interviene sulla questione sollevata da Il Vibonese e la definisce «una notizia allarmante sul piano della trasparenza»

Il candidato sindaco del centrodestra interviene sulla questione sollevata da Il Vibonese e la definisce «una notizia allarmante sul piano della trasparenza»

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La notizia dell’avvio della procedura di nomina del nuovo segretario comunale di Vibo Valentia, pubblicata questa mattina da Il Vibonese, fa storcere il naso a più di un addetto lavori relativamente all’opportunità di una scelta che viene da più parti vista come una sorta di “commissariamento” preventivo, in ordine ad un importante incarico fiduciario, del sindaco che scaturirà dalle prossime elezioni comunali. Ed è proprio la concomitanza con l’appuntamento elettorale che, al netto della richiesta di trasferimento avanzata dall’attuale segretario Michele Fratino, non convince. Non convince ad esempio il candidato sindaco del centrodestra Maria Limardo che commentando al Vibonese la notizia del provvedimento, la definisce «allarmante sul piano della trasparenza. È evidente – spiega l’avvocato – che viene sottratta la scelta o l’individuazione da parte di chi sarà il nuovo sindaco della città di una figura come quella del segretario che è l’elemento propulsore del Comune. Nulla da dire sul piano della legittimità dell’atto in sé. Mi trovo, tuttavia, a contestarne l’opportunità in questo particolare momento storico proprio perché il sindaco che verrà, a prescindere da chi sia, si ritroverà ad avere a che fare con una persona con la quale potrebbe certamente entrare in sintonia ma ciò potrebbe anche non avvenire. E questo sarebbe un bel guaio. Anche perché la procedura di revoca non potrà essere avviata prima dei 60 giorni e l’individuazione del nuovo segretario dovrà avvenire entro i successivi 20 giorni. Pertanto la situazione rimarrà in una posizione di stallo per almeno 90 giorni, proprio nel periodo che solitamente coincide con le fasi cruciali dell’insediamento e dei primi provvedimenti amministrativi. Parlo nell’interesse generale – spiega il portabandiera del centrodestra – perché i cittadini che investiranno della loro fiducia un sindaco hanno diritto ad un esercizio completo delle sue prerogative, e quest’ultimo ha il dovere di realizzare ciò che dice in campagna elettorale e di avere al suo fianco una macchina burocratica che lo accompagni in tal senso». 

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Necessità che, per Maria Limardo, sono tanto più concrete in un Comune come quello di Vibo. «Al 31 luglio – spiega – va fatto il riequilibrio di bilancio, poi vi è la relazione di inizio mandato e tutta una serie di adempimenti tecnico-amministrativi che devono essere fatti immediatamente secondo l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale e in piena sintonia con l’apparato burocratico. Si aggiunga poi che abbiamo una situazione economica per la quale bisognerebbe sperare in un piano di rientro anche a fronte del rischio di incorrere in un secondo dissesto». Una scelta, dunque, quantomeno opinabile. «Non credo sia un atto opportuno – ribadisce la Limardo -. Del resto si poteva optare per una serie di altre soluzioni. Si poteva pensare alla reggenza, allo scavalco, alla convenzione. Ma certamente l’atto più inopportuno era quello di indire un bando per la ricerca di un segretario comunale. Non possiamo sapere chi verrà, ma la nuova amministrazione si troverebbe comunque frenata a non poter esercitare pienamente le proprie prerogative».

 

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