Lo sfogo | «Io, elettrice del Pd delusa: ora non venite a chiedermi il voto»

L’amara considerazione di una militante democratica in vista delle elezioni comunali a Vibo e l’affondo contro chi detiene il potere nel partito: «La percezione che avete del vostro ego è elevatissima ed è il vostro difetto più indigesto»

L’amara considerazione di una militante democratica in vista delle elezioni comunali a Vibo e l’affondo contro chi detiene il potere nel partito: «La percezione che avete del vostro ego è elevatissima ed è il vostro difetto più indigesto»

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Alle ultime comunali di Vibo avevo votato, senza alcuna esitazione, per il Pd contribuendo a sostenere un progetto di rilancio della città che purtroppo non si è attuato per la perdita delle elezioni (partita non giocata) e per via della débâcle (partita persa) dell’amministrazione risultante che, comunque, ha tentato di agire nel bene della città. Mi ritrovo spaesata in queste nuove elezioni che, probabilmente si terranno il 26 maggio, per via di un partito che risente delle cocenti delusioni nazionali (Renzi chi?) fino ad arrivare alle inaccettabili involuzioni locali. Da osservatrice noto che si stanno concretizzando due situazioni: la prima (esercitata dal potere) è quella di appoggiare una serie di liste civiche con a capo un condottiero e, la seconda (la base) quella di smarcarsi dalle storie passate e di riappropriarsi della sinistra più “integralista”. In realtà cari tesserati, il problema – per quanto mi riguarda – non sta in quale area finire ma è quello di avere un progetto che faccia i conti con la (gravissima) situazione economica del Comune, dei (delicatissimi) problemi del personale impiegatizio e dirigenziale, di fornire ai cittadini i servizi attesi e dovuti ma soprattutto essere titolari di un’idea di Sviluppo. Non sarà un concorso pubblico per vigili urbani a risolvere i problemi dell’amministrazione…

La mancata riorganizzazione, le liti interne totalitarie, dirigenti che salgono sempre sul carro del vincitore, mi portano ad affermare che non ho alcuna intenzione di votare né voi, né i vostri portaborse. Quando mi incontrate per strada vi fate i conti se posso servire come candidata o come elettrice! Vergogna!! Della vostra cultura, della vostra dichiarata onestà e del programma di coprire buche e stabilizzare le basole non so cosa farmene. Così come non m’importa dell’acqua e dei rifiuti. In un Comune che ha un apparato tecnico e amministrativo questi servizi camminano da soli e bisogna puntare a funzionari (non ho detto la cognata col diploma o il figlio bisognoso dell’amico) che hanno le massime competenze. La percezione che avete del vostro ego è elevatissima e tra tutti i difetti che avete accumulato questo è uno dei più indigesti. L’hanno avuta altissima i giovani che erano con voi e vi hanno abbandonato quando si sono resi conto di quanto è arcaico il vostro modo di far politica. La medesima spavalderia l’avete voi che ci siete rimasti nel Pd che vi riesce bene solo l’equazione: liste x candidati x familiari = voti.

Fare pulizia nel mio ex-partito non sarà semplice, forse dovranno prima morire tutti quelli della mia generazione, noi che non abbiamo saputo scacciarvi definitivamente e dare olio alla candela della speranza. Vecchi compagni non ci siamo: anche se le cose vanno male, nessuno invoca il ritorno di D’Alema, Bersani, Renzi e compagnia bella! Consegnerò in bianco la mia scheda, salvo sperare in un’idea che possa accendere la città: una superstrada che mi porta a Vibo Marina in 3 minuti con soldi veri e certezza dell’opera e non l’accesso ad un contributo per realizzare qualcosa che non mi serve (semafori?) e qualcos’altro che non ho i soldi per portare a compimento (teatro?). Prima di chiudere, faccio un solo nome: Antonio Lo Schiavo. Questo brillante ragazzo è stato l’unico politico nuovo e credibile che ha parlato in modo moderno al cuore dei cittadini vibonesi ma ho certezza che, uno come lui non comodava alle anime delle sinistra perché, son certa, avrebbe risollevato la città ad un nuovo livello di sviluppo. Invece siete rimasti voi, quelli con quella cadenza che non riconosco come la mia: per favore non mandate giovani e vecchi scagnozzi che corrono con questo o quel sindaco a chiedermi il voto perché mi date fastidio tutti.

Nicolina Contartese, *ex elettrice del Pd

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