mercoledì,Aprile 21 2021

L’analisi | Mentre il Pd abbaia alla luna il centrodestra colleziona liste (malgrado i disastri)

Quasi dieci anni non sono bastati in via Argentaria per individuare uomini e progetti per riprendersi la città. Ed ora del partito resta solo la polvere

L’analisi | Mentre il Pd abbaia alla luna il centrodestra colleziona liste (malgrado i disastri)

«Il centrodestra ha affossato la città», «siamo ultimi in tutte le classifiche per colpa di chi ha amministrato negli ultimi dieci anni», «l’incapacità al governo». Sono i commenti più teneri, per altro corroborati dai fatti, rivolti a quella parte politica che oggi si ripropone all’elettorato per la guida di Vibo Valentia. E finché a parlare sono semplici cittadini, c’è poco da discutere. Quando però la predica viene da un pulpito che doveva rappresentare l’alternativa ai «demolitori della cosa pubblica», e che fuor di metafora si deve identificare nel centrosinistra e più nello specifico nel Partito democratico, che in teoria doveva essere il maggior partito di quest’area, allora la conclusione a cui giungere è una sola: come ha fatto il Pd, e con lui tutta la sinistra satellitare, a non essere in grado di recuperare terreno avendo avuto a disposizione quasi due lustri per organizzarsi? Come mai ancora oggi, in vista delle elezioni del 26 maggio, appare in netto vantaggio, con 9-10-11 liste di candidati, la coalizione guidata da Forza Italia, che nel 2010 si chiamava Pdl, e che è stata accusata di ogni nefandezza politico-amministrativa (nella maggior parte dei casi a ragione)? È evidente che il Pd non è stato capace, per sua colpa sua colpa sua grandissima colpa, di costruire un progetto politico credibile. Come detto, non ci sono alibi: hanno avuto tutto il tempo del mondo, in via Argentaria, per allestire programmi e individuare persone giuste. Peccato che lo abbiano sprecato per litigare tra loro, dividersi poltrone ed incarichi e pensare che la politica è la solita vacca da mungere. Ora i nodi stanno venendo al pettine, e a distanza di quasi dieci anni un partito praticamente scomparso litiga su chi debba portarsi a casa la polvere, litiga per dividersi le briciole di una pagnotta che non si rigenera come lievito madre. Il partito «del 40%», che si è infranto sull’arroganza e sulle invidie, oggi si guarda allo specchio e non sa dove andare, rincorrendo candidati da una parte all’altra dell’arco consiliare. Il centrodestra, oggi, “rischia” di vincere ancora una volta, malgrado i disastri, malgrado le classifiche, malgrado una città mummificata. E il centrosinistra, o meglio il Pd che del centrosinistra si diceva portabandiera, potrà tornare ad abbaiare alla luna.

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