“Mille tutor per una rivoluzione gentile”: Santoro lancia la carica dei cinquestelle – Video

Il candidato sindaco del MeetUp - ancora in attesa della certificazione del Movimento - tratteggia la “Grande Vibo del 2025”: «Città affetta dalla Sindrome di Stoccolma, noi la sola novità» 

Il candidato sindaco del MeetUp - ancora in attesa della certificazione del Movimento - tratteggia la “Grande Vibo del 2025”: «Città affetta dalla Sindrome di Stoccolma, noi la sola novità» 

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L'iniziativa di Santoro a Vibo
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La “rivoluzione gentile” di Domenico Santoro prende forma in dieci passi per costruire la “Grande Vibo del 2025”. I cinquestelle vibonesi attendono ancora con ansia la certificazione da parte del Movimento. I curricula dei candidati consiglieri – una trentina allo stato – sono al vaglio della relativa commissione che ne sta ponderando la rispondenza ai criteri di ammissione: in primis l’assenza di carichi pendenti e il profilo politico. Ma è questione di giorni, rassicurano. Ciò non impedisce al candidato scelto dal MeetUp Vibonesi in movimento di mettere sul tavolo il programma per punti alla base della sua proposta elettorale, con un’iniziativa – incidentalmente concomitante con l’inaugurazione della sede elettorale del centrodestra – ospitata dal salone dell’Istituto di Criminologia guidato dal professor Saverio Fortunato. Sede che il prossimo 29 aprile ospiterà un confronto tra tutti i candidati sindaco sul tema della formazione universitaria. «Chi viene qui a parlare di temi culturali e innovazione – ha chiarito a scanso di equivoci il rettore in apertura – è il benvenuto. Anche da candidato a sindaco». Da Santoro, affiancato dal deputato Riccardo Tucci, senza perifrasi e tentennamenti le ragioni di una proposta che vuole affermarsi come “la vera novità” della tornata elettorale del 26 maggio. «Mi onoro di andare con una sola lista, garanzia di trasparenza rispetto ad operazioni che possono essere macchiate da criminalità o altro. Chi va con dieci liste, è sicuro, andrà incontro a fattori negativi. Avrà certamente problemi amministrativi e di governabilità. Votare la famiglia, votare il candidato perché amico, senza un programma, significa portare questa città all’inciviltà. Vibo – ha tuonato – è affetta dalla Sindrome di Stoccolma: vota per i propri carcerieri».

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Tre le “inciviltà” da aggredite subito per Santoro. Fanno capo ai costi della politica, con una riduzione pari al 50 per cento della spesa: «con quei circa 300mila euro risparmiati ripareremo immediatamente le strade»; all’acqua pubblica, con l’installazione delle Casette dell’acqua: «andremo verso un superamento graduale del sistema Alaco scongiurando le tre emergenze idriche che mediamente abbiamo in un anno»; ai rifiuti urbani: «il Comune “pagherà” il cittadino virtuoso nella raccolta differenziata. Su tutto ciò e sull’attività amministrativa in genere esigerò un controllo serrato – ha detto -. Mille tutor che controllino nei loro quartieri, ad esempio, l’andamento di lavori di manutenzione stradale, la corretta raccolta dei rifiuti, il funzionamento dei servizi comunali. Penso soprattutto agli anziani che possono dare una grossa mano, anche a controllare il traffico davanti alle scuole nelle ore di entrata e di uscita». [Prosegue sotto la pubblicità]

Da Riccardo Tucci man forte alle proposte del candidato sindaco. «Candidato che ha scelto il MeetUp non io, come si vorrebbe far credere» ha precisato. «Santoro sa quello che fa. Conosce il territorio e le soluzioni ai suoi tanti problemi». Il deputato non ha nascosto le «difficoltà di arrivare a vincere. Molti più candidati, come quelli che affollano le altre liste, portano più voti ma a differenza degli altri siamo gli unici che potranno portare avanti idee e programmi e i cui consiglieri risponderanno solo al sindaco e non ad altri personaggi».  

Molti gli interventi dalla sala – tra i presenti l’ex assessore vibonese Bruno Cutrì e il capogruppo cinquestelle di Pizzo Carmen Manduca – tesi soprattutto a rilanciare proposte programmatiche da aggiungere al programma pentastellato nell’ambito dei servizi, dell’assetto territoriale e urbano (Cutrì ha rilanciato il Piano strategico), della mobilità, del commercio, delle politiche sociali. Elementi già presenti in qualche misura tra i principi cardine della proposta, esplicitati nel depliant distribuito in sala. Elencati qui legalità e trasparenza: Giunta prima del voto, piano “contro la burocrazia”, volontari di quartiere, fondi europei; “La grande Vibo del 2025”: polo tecnologico, rigenerazione urbana, zero consumo del suolo, Vibo Marina città del turismo, rivitalizzazione delle frazioni, nuova mobilità urbana, controllo di rischi e dissesti territoriali; Uso sostenibile del territorio: assessori di quartiere, riorganizzazione del settore rifiuti, casette dell’acqua, casa della cultura e delle arti, progetto urban art, progetto associazioni; Energie pulite e rinnovabili: incentivi alla mobilità dolce ed elettrica, eco-sostenibilità degli edifici; Politiche sociali e intercultura: attenzione a famiglia, anziani, disabilità, giovani, nuovi orti urbani; Salute, benessere e sport: palestre scolastiche, consulta dello sport, pista di atletica, parkour e skateboard. La rivoluzione gentile di Santoro può iniziare. La città sarà pronta ad accoglierla?  

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Comunali, Santoro e la «rivoluzione gentile» dei 5 Stelle per risollevare Vibo – Video