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L’Associazione nazionale partigiani d’Italia: «Gesto offensivo ed oltraggioso per la democrazia. Una goliardata che ci indigna, segnale tangibile di una destra nemica della Costituzione nata dalla Resistenza»

Politica

“Quel braccio teso, il candidato a sindaco Maria Limardo prova a giustificarlo come una goliardata. Una goliardata come lo era l’olio di ricino, il manganello, il confino coatto, la violenza e la guerra che quel saluto rievocano con forza. Come darle torto: per un ventennio gli italiani si sono divertiti un mondo per le gesta goliardiche di un regime dittatoriale”. E’ quanto afferma in una nota il presidente provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), Silvestro Scalamandrè, pronto a ricordare come uomini quali Gobetti o Matteotti non sono affatto “letteralmente morti di risate sotto i goliardici colpi inferti dagli squadristi di mussoliniana memoria. Per noi, invece, risultano particolarmente inappropriati questi piccoli nostalgici della barbarie. Anzi di più: riteniamo quanto mai offensivo ed oltraggioso sia il gesto che l’affermazione fatta dalla candidata a sindaco Maria Limardo, la quale ha pensato bene, suggestionata ed inebriata probabilmente dall’odore fascista che si respirava in quel momento, di accarezzare il pelo di qualche rigurgito nostalgico. Sicuramente considererà la sua eventuale elezione democratica una pura e insignificante formalità, sognando forse, con  malinconia, di trasformare con solerzia, arditismo e sincronizzato passo marziale, quell’aula sorda e grigia di Palazzo Luigi Razza da bivacco per manipoli al rango di Gran Consiglio. Non ce ne abbia Maria Limardo, ma per noi che i conti con il fascismo li abbiamo chiusi a il 25 aprile 1945, riteniamo quel suo gesto oltraggioso ed offensivo ed un insulto per la democrazia. Questa sua goliardata, ci indigna e ci preoccupa perché segnale tangibile di una destra che sempre più si connota come antagonista della Repubblica nata dalla Resistenza e come nemica della Costituzione”.   LEGGI ANCHE: Monta la polemica a Vibo per il saluto romano di Maria Limardo

 

 

Lacnews24.it
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