domenica,Dicembre 4 2022

Il sindaco di Sant’Onofrio revoca le deleghe all’assessore Donato e scatena malcontenti

Il consigliere comunale Giuseppe Alibrandi, capogruppo di “Costruiamo il Futuro”, critica la decisione del primo cittadino Antonino Pezzo al pari dell'ex componente della giunta

Il sindaco di Sant’Onofrio revoca le deleghe all’assessore Donato e scatena malcontenti
Il Comune di Sant'Onofrio
Giuseppe Alibrandi

«Irritante altezzosità: da diverse ore ci interroghiamo su quale possa essere il significato di queste parole, lo sforzo per comprendere è stato intenso e l’unica ragionevole conclusione alla quale siamo giunti è che il nostro sindaco abbia serie difficoltà nella relazione con il prossimo, anche con chi, insieme a lui, ha condiviso un percorso politico iniziato un anno addietro nell’interesse della Comunità».
E’ quanto afferma il consigliere comunale Giuseppe Alibrandi, capogruppo di “Costruiamo il Futuro”, che critica la decisione con cui il sindaco di Sant’Onofrio, Antonino Pezzo, ha revocato le deleghe all’assessore Annamaria Donato, fino a giovedì scorso titolare delle politiche del lavoro, politiche dell’immigrazione, politiche sociali e della famiglia, pari opportunità, servizi educativi, volontariato, servizi di prossimità territoriale. [Continua in basso]

Il sindaco Antonino Pezzo

«Le difficoltà nell’interazione con gli altri – aggiunge Alibrandi – completano quella totale inadeguatezza politica e di amministratore che abbiamo avuto modo di conoscere in questi mesi di lavoro alla guida di Sant’Onofrio. Innumerevoli sono state le occasioni nelle quali ci siamo sentiti in dovere, nonostante non rientrasse tra i nostri compiti, di supplire ai limiti ed alle carenze del sindaco e di altri membri della giunta. Ci siamo visti costretti, nell’interesse collettivo, a correre in aiuto di chi si è dimostrato totalmente incapace di comprendere processi politici elementari, di comprendere le necessità della cittadinanza che siamo stati chiamati ad amministrare, di comprendere il senso dell’amministrazione pubblica contrapposta all’esercizio di poteri arbitrari e, ahinoi, di comprendere concetti elementari di portata generale».
Così continua Alibrandi: «Probabilmente la pretesa di amministrare un Comune malgrado i propri evidenti limiti, fa parte proprio di quella condizione di inadeguatezza che affligge il sindaco ed i suoi più fedeli seguaci. Solo così si può spiegare un’uscita così scomposta come quella che oggi ha revocato, inaspettatamente, Annamaria Donato dall’incarico di assessore. In questa situazione il nostro gruppo non può più proseguire nel sostegno a questa amministrazione, con rammarico dobbiamo riconoscere che malgrado i nostri sforzi ed il nostro costante supporto, questa amministrazione è assolutamente incapace di poter rappresentare la nostra comunità».

Dal canto suo, Annamaria Donato ha dichiarato: «Con stupore ieri mattina ho ricevuto improvvisamente un decreto di revoca della mia nomina ad assessore comunale. Dico con stupore, ma si tratta certamente di un eufemismo, perché mercoledì scorso, in consiglio comunale, in totale contraddizione con il decreto odierno, il sindaco ha comunicato il decreto datato 20 settembre 2022 con il quale sono stata nominata assessore facendomi anche gli auguri di buon lavoro. Un cambio di opinione così repentino e così radicale può essere giudicato solo come un atto di totale ipocrisia, pubblicamente rappresentata davanti al Consiglio Comunale ed alla cittadinanza, che certamente non merita tanta meschinità da parte del suo sindaco. A determinare la revoca del mio incarico sono state motivazioni assurde prive di ogni fondamento politico e solamente diffamanti per la mia persona poiché non c’è alcun fatto o atto che possa giustificare il venir meno di un rapporto fiduciario e di collaborazione con il sindaco, ma solamente a suo dire “un irritante altezzosità”». La Donato conclude quindi: «Certamente, nel tentativo di far comprendere concetti elementari e di buon senso agli occhi ed alla mente di chi non poteva comprendere, il buon senso e la ragione sono apparsi come altezzosità».

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