giovedì,Febbraio 29 2024

Nicotera, attacco di D’Agostino alla maggioranza: «Hanno scelto la strategia del silenzio»

Il capogruppo di opposizione denuncia le mancate risposte da parte della giunta Marasco sugli sversamenti fognari nel fosso San Giovanni e sul rendiconto di gestione

Nicotera, attacco di D’Agostino alla maggioranza: «Hanno scelto la strategia del silenzio»
Il municipio di Nicotera
Antonio D'Agostino
Antonio D’Agostino

«L’attuale maggioranza ha scelto la strategia del silenzio», torna a ribadirlo il capogruppo di Movi@Vento Antonio D’Agostino, riferendosi in particolare all’ultimo Consiglio comunale a Nicotera e alla mancata risposta da parte della Giunta alle interrogazioni presentate dall’opposizione. «È successo per gli sversamenti fognari nel San Giovanni, a proposito dei quali il sindaco e la sua squadra, che pure erano stati visti fare un preoccupato sopralluogo nell’area dell’ex depuratore, non hanno dato alcuna risposta alla nostra interrogazione posta nella seduta di Consiglio di martedì scorso, facendo quasi finta di non sapere e rimandando sine die la risposta ad un fatto che, oltre a costituire reato, espone a gravi rischi l’imminente stagione estiva. Ma vi è di più e certamente di non meno grave».

Nella stessa seduta, infatti, «si è discusso del rendiconto di gestione del 2022 ai fini della sua approvazione. Orbene, l’assessore al bilancio ha relazionato spiegandoci, a mo’ di bignamino, cos’è un rendiconto di gestione; come si compone; quali sono gli indicatori principali…ecc. Una paginetta scarsa, da cui però non emergeva né un solo dato; né una considerazione sui fattori di criticità; né un commento sui residui attivi e passivi; né una giustificazione del perché, di anno in anno, venga reimputato l’avanzo di amministrazione e perché invece non venga utilizzato minimamente per investimenti. Nulla di nulla. Speravamo anche che alle nostre domande, riguardanti il metodo, qualche risposta l’avremmo strappata. Per esempio sul perché un atto così importante non fosse passato prima dalla commissione Bilancio, calpestando così, ancora una volta, un preciso diritto della minoranza e al tempo stesso un chiaro articolo del regolamento. O anche sulla grave inottemperanza al TUEL da parte del revisore dei conti che ha trasmesso al Comune la propria relazione, tra l’altro carente di alcuni importanti giudizi sulla gestione, appena cinque giorni prima del Consiglio, quando la norma ne prevede almeno venti per consentire a tutti i consiglieri un adeguato esame. E infine, ma non ultimo, perché bisogna sempre che ci sia una diffida prefettizia per assolvere nei termini di legge a uno dei doveri amministrativi più importanti».

Prosegue il capogruppo di opposizione: «Non è stato diverso per le domande che hanno riguardato il merito, Di alcune abbiamo già detto. Aggiungiamo adesso che continua a non comprendersi perché la parola chiave che caratterizza l’attività economico-finanziaria (e di conseguenza quella politico-amministrativa di quest’amministrazione) debba continuare ad essere “sfasamento”. Lo dimostrano: gli accertamenti tributari che sono arretrati di due anni e che impediscono di mettere in atto qualsiasi cronoprogramma; il ritardo, tanto sistematico quanto assurdo, della predisposizione del bilancio di previsione e del documento unico di programmazione (DUP) che dovrebbero, per legge e per logica, essere presentati entro il 31 dicembre di ogni anno, e che invece arrivano alla discussione a distanza di svariati mesi. Il paradosso assoluto è stato raggiunto lo scorso anno dove i mesi sono stati nove. Ed ecco allora che si continua ad arrancare con l’esercizio provvisorio, con l’impossibilità di fatto di lavorare sulle spese d’investimento e su qualsiasi programmazione che non sia aria fritta come il ricorrente DUP».

Riguardo ai fondi destinati alla cittadina per le opere pubbliche, D’Agostino asserisce che «non bastano i soldi se non si inseriscono in una seria programmazione e se i principali pilastri della pianificazione (Piano strutturale comunale e Piano di spiaggia comunale) risultano definitivamente insabbiati. E se i lavori, a partire da quelli che riguardano la messa in sicurezza del territorio (e il disastro dell’Emilia-Romagna ce lo sta drammaticamente insegnando), restano inspiegabilmente sospesi malgrado il termine contrattuale sia spirato da tempo».

Quindi l’attacco finale: «Il bilancio comunale e il correlativo rendiconto di gestione, nel Comune di Nicotera, oggi come ieri, è palesemente diretto più a una mera contabilizzazione dei fatti piuttosto che a una lettura dei risultati che la contabilità pubblica indica. Roba per pochi intimi addetti ai lavori in barba alle sentenze della Corte costituzionale e della Corte dei Conti che da anni non fanno altro che ripetere che il bilancio costituisce un “bene pubblico” e che chi amministra ha il dovere di rappresentare in modo comprensibile “le qualità e le quantità di relazione tra le risorse disponibili e gli obiettivi in concreto programmati, al fine di delineare un quadro omogeneo, puntuale, concreto e trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici connaturati e conseguenti alle scelte effettuateil tutto assicurando la massima trasparenza e ed il profilo divulgativo delle finalità perseguite”. Esattamente il contrario di quanto ha fatto e continua a fare questa maggioranza, isolando in più la minoranza alla quale non viene lasciata che un’unica possibilità: quella del voto contrario, che purtroppo lascia il tempo che trova».

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