Vibo, ritiro della licenza a chi non paga le tasse: Daffinà frena

Il coordinatore regionale di Rinasci Calabria: «Sacrosanto il principio “pagare meno per pagare tutti”, ma suggeriamo al sindaco di attivare una mediazione prima di arrivare a provvedimenti bruschi»

Il coordinatore regionale di Rinasci Calabria: «Sacrosanto il principio “pagare meno per pagare tutti”, ma suggeriamo al sindaco di attivare una mediazione prima di arrivare a provvedimenti bruschi»

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Tonino Daffinà
Tonino Daffinà

Bene le attività di recupero dell’evasione. Meno bene un’iniziativa eccessivamente rigida nei confronti di chi non è ancora in regola col pagamento dei tributi. Il recente provvedimento annunciato dal sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo e dall’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo, sul ritiro della licenzia alle attività commerciali che non pagano i tributi, andrebbe “emendato”. 

A pensarla così è Tonino Daffinà, coordinatore regionale del movimento Rinasci Calabria e dirigente di Forza Italia, nonché rappresentante della lista Rinasci Vibo che ha portato in maggioranza due consiglieri comunali. Ritenendo «un faro» il principio “pagare tutti per pagare meno”, Daffinà suggerisce un passaggio che potrebbe far ottenere meglio i risultati sperati dal sindaco: «Un passaggio intermedio ma di grande importanza nel rapporto con i cittadini, prima di procedere ad azioni esecutive e amministrative particolarmente forti nei confronti dei morosi (ad esempio la sospensione della licenza per le attività commerciali). Il nostro territorio è sempre stato fortemente in difficoltà e la crisi economica che ha funestato l’Italia nel corso dell’ultimo decennio e forse più ha ulteriormente aggravato un già precario quadro economico. Sarebbe opportuno, dunque, costituire una sorta di tavolo di mediazione al quale far sedere i commercianti e i cittadini da un lato e l’amministrazione dall’altro per trovare insieme la migliore strada da percorrere per chiudere in tempi rapidi i contenziosi e le posizioni di morosità nella tassazione locale che esistono e che senza dubbio costituiscono un freno all’attività del Comune e alla sua uscita dalla buia condizione in cui il dissesto dichiarato negli scorsi anni lo ha costretto». 

Daffinà si dice dunque «certo» che il sindaco «vorrà cogliere questo nostro invito ed avviare, così, una seria e proficua interlocuzione con le parti coinvolte».