sabato,Maggio 15 2021

Piani di protezione civile, nel Vibonese “macchia nera” e a Vibo Lo Schiavo presenta un ordine del giorno

Solo quattro comuni in provincia sono in regola con la normativa. Il consigliere d’opposizione avvia il dibattito: «Predisporre gli adeguati aggiornamenti»

Piani di protezione civile, nel Vibonese “macchia nera” e a Vibo Lo Schiavo presenta un ordine del giorno

Sono solo quattro i Comuni in regola con il piano di Protezione civile nel Vibonese. Si tratta di Zambrone, Polia, Serra San Bruno e Fabrizia. A rivelarlo è uno studio della Protezione civile che ha diffuso la mappa relativa alla posizione di tutti i Comuni italiani. Spicca nel complesso la “macchia nera” presente nel Vibonese, area che, al pari di altre zone della regione è in piena Zona sismica 1, ovvero in un territorio in cui si possono verificare scosse di forte intensità. Qui, come detto, 46 Comuni su 50 sono privi di un documento indispensabile per la prevenzione dei rischi e per la gestione delle operazioni di emergenza peraltro previsto dalla legge n. 100/2012 che ne richiedeva l’approvazione dopo 90 giorni dall’entrata in vigore della norma.

Si tratta, com’è noto, di uno strumento utile ai cittadini per sapere come comportarsi e alle istituzioni per organizzare i soccorsi in caso di calamità come terremoti, frane, alluvioni, eruzioni vulcaniche o maremoti.

Sul punto, a Vibo Valentia, si registra l’iniziativa del consigliere comunale di Vibo Valentia, Antonio Lo Schiavo, il quale, come annunciato nei giorni scorsi, ha protocollato la proposta di ordine del giorno avente come oggetto “Verifica e aggiornamento del Piano di protezione civile comunale”.

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Nella stessa il già candidato a sindaco propone al consiglio comunale di «dare mandato all’Ufficio tecnico comunale, con l’ausilio dei responsabili di servizi di protezione civile e di ogni altro ufficio eventualmente competente, di predisporre, entro e non oltre 90 giorni dalla data odierna, l’aggiornamento del piano di protezione civile comunale, da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale, predisponendo e raccogliendo, a tale fine, tutti i dati cartografici, logistici, statistici, anagrafici e della rilevazione sul territorio di tutte le risorse in caso di emergenza e di tutti i potenziali stati di pericolo».

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