domenica,Giugno 16 2024

Elezioni provinciali: campanello d’allarme per il Pd

La lista ufficiale del partito vince di misura grazie ai consensi ottenuti in provincia mentre segna il passo in città dove emerge l’inedito asse Luciano - Lo Schiavo. Alleanza che incorona Lo Bianco primo degli eletti e lascia intravedere futuri scenari a Palazzo Luigi Razza

Elezioni provinciali: campanello d’allarme per il Pd

Chi vince, chi perde, chi pareggia. Superfluo, sul piano numerico, tracciare un bilancio dell’esito dell’elezione di secondo livello che ha rimodulato la composizione del consiglio provinciale a due anni di distanza dall’insediamento del presidente Niglia. Le tre liste in campo si spartiscono i dieci seggi disponibili confermando sostanzialmente gli equilibri del Consiglio uscente e, di riflesso, la geografia politica delle correnti e dei partiti sul territorio. Quattro consiglieri vanno alla lista targata Pd e messa in piedi dal deputato Bruno Censore che ha giovato dell’appoggio di Cesare Pasqua.

Altrettanti alla lista che ha aggregato la minoranza interna ai democrat (da De Nisi a Callipo, da Lo Schiavo a Soriano) con espressioni del centrodestra come il presidente del Consiglio del capoluogo Stefano Luciano. Due seggi sono andati infine al Centro destra vibonese espressione di Forza Italia e dunque del consigliere regionale Giuseppe Mangialavori.

Elezioni provinciali, ecco tutti gli eletti e i voti di lista (VIDEO)

Vi sono tuttavia elementi politici che, pur nel contesto di un’elezione “dimezzata” dallo stato comatoso dell’Ente e dalla forma stessa di un voto riservato ai soli amministratori locali, non possono che saltare all’occhio.

Se, infatti, il Pd a traino Censore ottiene il maggior numero di voti (176) e conferma il suo radicamento in provincia, superando la concorrenza nei comuni di fascia “A” (al di sotto dei 3000 abitanti) da dove gli arrivano 100 voti, la stessa lista segna però il passo nel comune capoluogo (determinante in funzione del suo indice di ponderazione pari a 704), ottenendo 9 preferenze. Un risultato che la pone al di sotto anche dello schieramento perdente, quello di centrodestra, che altrove raccoglie le briciole ma a Vibo ottiene 11 preferenze. Il Pd ufficiale viene però addirittura surclassato, sempre a Vibo, da Provincia Unica che con 13 preferenze tiene a battesimo nel migliore dei modi l’inedita alleanza Luciano-Lo Schiavo, portando il candidato di riferimento, Alfredo Lo Bianco, a risultare il primo degli eletti con un voto ponderato pari a 9.973 punti.

Un risultato che per i dem (ma anche per il sindaco Costa) suona come campanello d’allarme in un Consiglio in cui, stando al recente voto, si affacciano nuovi equilibri che pongono il Pd ortodosso in una posizione scomoda, stretto tra i due fuochi della maggioranza (che esce altrettanto ridimensionata dall’esito elettorale) e del neonato polo composto dai consiglieri che fanno riferimento al presidente del Consiglio Luciano e dell’ex capogruppo Lo Schiavo. “Parrocchia” alla quale potrebbero presto iscriversi altri consiglieri determinando, inevitabilmente, importanti riflessi nell’assetto dell’assemblea.

Tornando a Palazzo ex Enel, restano in Consiglio gli uscenti Pasquale Fera, già vicepresidente dell’Ente, e Gian Franco Ranieli, rispettivamente in quota De Nisi e Mangialavori. Tre i consiglieri espressione del consiglio comunale del capoluogo: oltre al citato Lo Bianco entreranno in assemblea Giuseppe Cutrullà per il Pd e (proveniente dalla medesima lista) Antonio Schiavello, in quota Pasqua. Sempre dalle fila della lista censoriana faranno ingresso in Consiglio Pino Pellegrino, antagonista dei De Nisi a Filadelfia, e Anna Grillo, assessore di Soriano e fedelissima del deputato serrese.

Provincia Unica, con Fera e Lo Bianco, elegge anche il sindaco di Pizzoni Tiziana De Nardo e il denisiano Francesco Gugliotta. L’ultimo tassello lo riempie il candidato del Centro destra vibonese Giuseppe Rombolà di Drapia.

Restano fuori Katia Franzè a Vibo (Centro destra – 3050 voti ponderati), Pino Morello sindaco di Limbadi (inserito nella lista Pd nonostante la sua recente dissociazione dal partito – 2895 voti p.), il vicesindaco di Sorianello Carmine Mangiardi (provincia Unica – 4613) e ancora, tra i più votati, Angelo Curcio (Centro destra – 5026), Francesco Schimmenti (4384) e Gregorio Profiti (3912) entrambi della lista Pd.

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