giovedì,Aprile 15 2021

Giovane madre morta in ospedale a Vibo, Colombo richiama la politica regionale

Il coordinatore regionale di Azione Identitaria chiede che la sanità regionale venga nazionalizzata augurandosi che «non si debba più assistere a simili vicende»

Giovane madre morta in ospedale a Vibo, Colombo richiama la politica regionale

«Purtroppo, e per l’ennesima volta, ci tocca apprendere notizie drammatiche di casi di malasanità come la morte della giovane donna di Ricadi, avvenuta all’ospedale di Vibo Valentia dopo aver partorito senza complicazioni, inizialmente, ma, purtroppo sopraggiunte poche ore dopo e che sono risultate fatali».

A riferirlo, in una nota, è il coordinatore regionale di Azione identitaria Igor Colombo, il quale azzarda un parallelo tra la morte della giovane madre avvenuta all’ospedale Jazzolino di Vibo per cause ancora da accertare e quella che definisce la «stucchevole querelle tra il governatore Mario Oliverio ed il Commissario ad acta alla sanità Massimo Scura» in una regione in cui «si continua ancora a morire negli ospedali e anche partorire è diventato un rischio».

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Sebbene sulla vicenda si attendano ancora i riscontri delle due indagini avviate rispettivamente dalla Procura della Repubblica e dall’Azienda sanitaria di Vibo Valentia nonché l’esito dell’autopsia sul corpo della giovane madre Tiziana Lombardo (che verrà effettuata domani), Colombo esprime comunque «rabbia, perché nel 2017 non si può morire così banalmente, mi auguro che venga fatta piena luce su questa tragica vicenda e che le responsabilità siano accertate, ma oltre al danno si potrebbe aggiungere anche la beffa in questi drammatici casi di malasanità che risultano fatali, questo perché per volontà del ministero della Salute l’onere della prova in caso di danno medico con relativo decesso del paziente è a carico del cittadino ed il medico potrà essere perseguito solo per dolo o colpa grave, due aspetti che il più delle volte hanno sempre trovato difficoltà ad essere dimostrati».

Quindi ancora su Oliverio che «in queste ore batte i pugni sul tavolo perché vuole essere nominato commissario al settore, lo stesso, c’è da sottolineare, che non ha mai proferito parola sui continui tagli alla sanità imposti alla regione da un Piano di Rientro che è praticamente fallito in quanto è risultato inadeguato non apportando alcun miglioramento per il servizio sanitario regionale».

Aggiunge Colombo: «mi auguro che questa tragedia non venga strumentalizzata da nessuno, la magistratura deve agire e fare il proprio corso nel più breve tempo possibile accertando eventuali ipotesi di reato, mentre la classe politica regionale dovrebbe con buon senso mettere alle strette il governo nazionale ed il ministro Lorenzin. Il settore, come sostengo da anni, deve essere nazionalizzato per avere finalmente un’organizzazione sanitaria efficiente senza dover purtroppo leggere ulteriori e simili notizie. Noi di Azione Identitaria – assicura – ci muoveremo già nelle prossime settimane nelle piazze calabresi e tra la gente perché non vogliamo che questo settore cosi importante e strategico subisca tagli indiscriminati che si ripercuotono sempre sulla qualità del servizio per poi concludersi con marchiane negligenze che causano morte e sofferenza nei cittadini».

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