I “Progressisti per Vibo” al debutto, Lo Schiavo: «Torniamo a parlare dei problemi della città» (VIDEO)

Il gruppo promosso dal già candidato a sindaco e dai consiglieri Pilegi e Tomaino presentato oggi in conferenza stampa. «Il Pd usato come strumento di potere. Ha perso di vista i bisogni della gente»

Il gruppo promosso dal già candidato a sindaco e dai consiglieri Pilegi e Tomaino presentato oggi in conferenza stampa. «Il Pd usato come strumento di potere. Ha perso di vista i bisogni della gente»

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La conferenza stampa di questa mattina

«Una scelta di coerenza», per riportare in auge un programma elettorale con il quale ci si era presentati a chiedere la fiducia degli elettori. Una soluzione per uscire dall’impasse di un’opposizione che «per troppo tempo ha pensato alle beghe interne del Partito democratico piuttosto che ai problemi della città». Un «passaggio inclusivo che si propone di recuperare lo spirito originario di una coalizione di centrosinistra che intende aprirsi alla contaminazione positiva della società civile anziché avvitarsi su guerre di posizione».

Queste le dichiarate motivazioni alla base della nascita di un nuovo gruppo consiliare al Comune di Vibo Valentia, “Progressisti per Vibo”, nato da una costola dell’ormai superato gruppo “Pd e indipendenti” che all’indomani della sconfitta elettorale del centrosinistra guidato da Antonio Lo Schiavo, si proponeva l’ambizioso obiettivo di riunire tutte le anime, civiche e politiche, della coalizione elettorale. A farne parte entrano anche i consiglieri comunali Loredana Pilegi e Rosario Tomaino, da tempo distanziatisi di fatto dal resto del gruppo di cui Lo Schiavo era rimasto alla guida per qualche mese prima di essere “sfiduciato” dalla maggioranza dei consiglieri.

Quegli stessi consiglieri che per Lo Schiavo «sono stati usati come un facile perno per incidere su dinamiche che con tutto avevano a che fare tranne che con la città di Vibo Valentia. Raccogliere firme, farsi primi promotori di candidature congressuali, addirittura autosospendersi per forzare la celebrazione di un congresso, sono stati errori grossolani che hanno fatto implodere il gruppo, indebolendo la forza dell’opposizione. Attenzione ad essere forti nel partito – l’avviso ai naviganti -. Serve a poco se non lo si è nell’elettorato, se si perde il contatto con le istanze della gente. E della propria coerenza che bisogna rispondere agli elettori vibonesi, a chi ha a cuore i problemi della città ed è poco interessato a chi comanda nel Pd».

Si cristallizza dunque «una situazione di fatto che si trascinava da tempo» ma che è mossa anche dalla volontà di «restare coerenti a quell’intento di voler allargare il campo del centrosinistra facendo entrare espressioni della società civile, ed essere di reale pungolo alla maggioranza di centrodestra che governa la città». Nessuna rivalità, è stato detto ancora, con il Pd («si spera in una convergenza sui temi»), semmai un segnale di chiarezza («inutile viaggiare su un doppio binario in un unico gruppo»).

Per Lo Schiavo «non è comunque un passaggio indolore, per quella tessera che ho da anni e che testimonia la mia militanza e appartenenza ad un partito che però oggi, in quanto tale, non esiste più. Quale partito democratico metterebbe in minoranza un suo candidato sindaco dopo appena tre mesi dalle elezioni? È evidente che qualcosa non ha funzionato a Vibo ma nessuno, nel partito, si è occupato della questione».

I “Progressisti”, presentatisi oggi in conferenza stampa e nel pomeriggio in consiglio comunale, non vogliono «incarnare una nuova corrente di partito. Al contrario – ha spiegato Lo Schiavo – vogliamo essere inclusivi verso un nuovo centrosinistra allargato e non restringere il campo connotandoci come l’ennesima corrente, a prescindere dalle posizioni che ciascuno di noi prenderà sulla base dello scenario politico nazionale».