La destra vibonese abbraccia Giorgia Meloni: «Qui serve lavoro» – Video

La leader nazionale di Fratelli d’Italia a Vibo: «Senza lavoro e infrastrutture non si crescerà mai. Inutile avere Tropea se è impossibile raggiungere»
La leader nazionale di Fratelli d’Italia a Vibo: «Senza lavoro e infrastrutture non si crescerà mai. Inutile avere Tropea se è impossibile raggiungere»
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La destra storica vibonese questa sera era stipata in una sala dell’Hotel 501, gremita tanto da sorprendere gli stessi organizzatori, per tributare l’abbraccio alla leader nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ha fatto tappa a Vibo Valentia per chiudere il suo tour calabrese di sostegno a Jole Santelli. La ricetta della Meloni per risollevare la Calabria ha un ingrediente imprescindibile.

«Lavoro, lavoro, lavoro. E il lavoro – ha spiegato – si crea iniziando a realizzare infrastrutture, aumentando la spesa per le infrastrutture dal 34% odierno al 50% rispetto al Nord Italia. Una volta realizzate le infrastrutture adatte, bisogna incentivare le imprese. È inutile avere la bellissima Tropea se poi è difficilissimo raggiungerla». Una piega diversa, per la presidente di Fratelli d’Italia, dovrà prenderla necessariamente anche la sanità, che continua a far registrare i livelli tra i più bassi del Paese. «È evidente che il commissariamento in questa regione non ha funzionato. È servito soltanto a far gestire il potere ad una parte politica, il Pd, che ha governato sia questa Regione che il Paese. E i risultati sono questi. L’emigrazione sanitaria è un peso che non ci si può permettere. E non riguarda soltanto i pazienti, perché fuori dalla Calabria ci sono tantissimi medici, tante eccellenze costrette a lavorare fuori». [Continua dopo la pubblicità]

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La platea presente a Vibo

La crescita vistosa del gradimento del suo leader, ma dell’intero partito anche in Calabria, aveva lasciato credere a molti ex esponenti di centrosinistra di potervi trovare posto. Un fenomeno, quello del trasformismo, che per Giorgia Meloni non va analizzato con superficialità. «Ben venga chi si avvicina al nostro progetto perché ci crede. Vale per gli esponenti politici così come per gli elettori. Ho incontrato tantissimi calabresi che mi hanno detto che un tempo votavano a sinistra ed oggi scelgono noi. Il problema c’è quando si avvicina gente che magari ha governato col centrosinistra, col Pd, ed oggi cerca posto qui. In questo caso i partiti devono discernere, e noi lo abbiamo fatto: un conto sono le esperienze civiche, un altro è l’opportunismo».