martedì,Maggio 18 2021

Trenta voti alle regionali, Martino silura il coordinatore Udc di Filadelfia

Magro il bottino ottenuto dal candidato dello scudocrociato nel feudo denisiano. A farne le spese Salvatore Diaco

Trenta voti alle regionali, Martino silura il coordinatore Udc di Filadelfia
Marco Martino

«In qualità di commissario provinciale dell’Udc, annuncio il commissariamento del partito di Filadelfia in capo al coordinatore cittadino SalvatoreDiaco. La condizione si rende necessaria per via di una linea politica, intrapresa da quest’ultimo, differente rispetto alle direttive di partito». Viene congedato così all’indomani delle elezioni regionali, il referente dell’Udc di Filadelfia. Ad epurarlo è il commissario provinciale dello scudocrociato MarcoMartino, sindaco di Capistrano nonché candidato, non eletto, a Palazzo Campanella. L’Udc infatti, benché sia riuscito a sfondare la soglia di sbarramento del 4 per centro su base regionale, non ha ottenuto seggi nel collegio centrale della Calabria, dove ha registrato la performance peggiore con il 4,40 per cento. Circoscrizione che vedeva in campo proprio Martino capace di accentrare 2849 voti di preferenza sulla sua persona (secondo nel collegio dietro a ToninoScalzo, forte di 4364 voti).

Magro il bottino ottenuto tuttavia nel feudo di De Nisi, paese in cui Martino aveva “avviato un percorso” con il vicesindaco e consigliere provinciale Antonio Carchedi, di cui Diaco sarebbe espressione. Accordo evidentemente venuto meno con una défaillance certificata dalle appena 30 preferenze ottenute da Martino.

Così il coordinatore provinciale ha ritenuto di silurare proprio Diaco annunciando che già nella prossima settimana verrà nominato «un nuovo soggetto che sia in linea con gli obiettivi che intendiamo perseguire come scudocrociato all’interno di una comunità che conta un grande bacino elettorale. Molti soggetti chiedono un’investitura di coinvolgimento – ha aggiunto – che possa offrire loro un’organizzazione omogenea e fortemente radicata. Questa operazione riserverà una fase di nuova entità, soprattutto ai più nostalgici, di poter fare politica attiva».

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