Ionadi, Fialà attacca il sindaco Arena su una pratica urbanistica

L’esponente di minoranza denuncia un comportamento «scorretto» del primo cittadino che ostacolerebbe un cittadino per il rilascio di un permesso
L’esponente di minoranza denuncia un comportamento «scorretto» del primo cittadino che ostacolerebbe un cittadino per il rilascio di un permesso
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Rimane sempre fortemente critica la posizione dell’esponente d’opposizione Nazzareno Fialà, nei confronti del sindaco di Ionadi Antonio Arena. In questo caso, sotto la lente d’ingrandimento del capogruppo di minoranza entra quanto adottato dall’amministrazione comunale riguardo ad alcune pratiche edilizie. «Modi di fare – sottolinea – che pensavamo facessero parte del passato remoto. Mi riferisco in particolare al modus operandi del sindaco, che ha finora trattenuto per sé la delega all’Urbanistica, unico responsabile delle azioni che sto per elencare. Da quanto mi risulta – rimarca – è successo che un cittadino ha presentato all’Ufficio protocollo del Comune, ormai dieci mesi fa, un normale progetto per la realizzazione di un fabbricato da destinare a servizi all’interno di un’area, senza aver ad oggi ricevuto alcuna risposta. Ma quel che è peggio, è che di questa pratica nessun consigliere è stato informato, atteso che il relativo progetto, secondo il regolamento edilizio vigente, deve essere portato all’attenzione del consiglio comunale».

Fialà nel suo intervento sottolinea, poi, che se il sindaco si fosse comportato in maniera così in tutti i casi simili, «non ci sarebbe stato nulla da contestare. Il problema, invece – spiega – è che altri progetti di ben altra dimensione (più consistenti) e di ben altro impegno procedurale (varianti al Piano regolatore generale) sono stati portati direttamente in consiglio comunale con velocità dirompente (entro 30 giorni dalla presentazione all’Ufficio protocollo) senza interessare preliminarmente i consiglieri (soprattutto quelli di minoranza) ed approvati senza alcuna preliminare discussione e/o valutazione politica amministrativa».

A questo punto l’esponente d’opposizione si pone delle domande: «Sarà perché al sindaco non piacciono i progettisti che hanno redatto il progetto in questione, atteso che si tratta di due professionisti di Ionadi che forse non lo hanno votato alle ultime amministrative? O sarà perché il committente della pratica è un parente di un consigliere di minoranza, e quindi bisogna ostacolarlo in ogni modo senza alcun giustificato motivo? Qualunque sia il motivo – conclude Fialà – non è in alcun modo giustificabile, in quanto è fuori da ogni logica di trasparenza e di democraticità amministrativa. Mai, a Ionadi, si è sceso così in basso».

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