Sentenza del Consiglio di Stato, Mangialavori: «Un onore aver servito la comunità»

Il coordinatore provinciale di Forza Italia prende atto del pronunciamento del massimo tribunale amministrativo ribadendo fiducia nella democrazia e tracciando un excursus della sua esperienza

Il coordinatore provinciale di Forza Italia prende atto del pronunciamento del massimo tribunale amministrativo ribadendo fiducia nella democrazia e tracciando un excursus della sua esperienza

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Giuseppe Mangialavori

«Rispetto incondizionato per la decisione del Consiglio di Stato che sancisce la mia definitiva decadenza dall’assise regionale. Quest’ultima, infatti, è conseguenza di una legge pasticciata e cervellotica. Nonostante le prospettate buone ragioni difensive, il Vibonese così è privato del contributo del loro eletto (7400 i voti confluiti sulla mia candidatura)».

È quanto riferisce in una nota il coordinatore provinciale e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Giuseppe Mangialavori in relazione alla sentenza del massimo tribunale amministrativo che rigetta il ricorso presentato in qualità di ex consigliere regionale avverso il pronunciamento del Tar che ha stabilito la sua estromissione da Palazzo Campanella per far posto a Wanda Ferro, già candidata alla presidenza della Regione.

Regione, il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Mangialavori

Mangialavori coglie l’occasione per enunciare «qualche nota a margine della mia esperienza politica. Durante l’esercizio del mandato mi sono occupato – ha detto -, prioritariamente, di cultura, turismo, sanità, ambiente, trasporti, lavoro e ogni decisione è sempre stata orientata dalla necessità, morale prima ancora che politica, di porre in primo piano, nell’agenda del governo regionale, le ragioni di chi vive in una condizione di disagio o sofferenza. E ciò nonostante un’azione di governo tutt’altro che esaltante. L’amministrazione targata Oliverio si è dimostrata, infatti, totalmente priva di efficacia ed incisività; l’immobilismo e un orizzonte tutt’altro che profondo hanno scandito, fin qui, la sua azione di (non) governo».

Quindi l’auspicio che «i rappresentanti della Calabria e soprattutto quelli del Vibonese difendano ogni comprensorio regionale e proiettino le loro iniziative verso obiettivi alti e concreti. Considero un privilegio avere offerto il mio tempo ed ogni risorsa politica e umana per la comunità calabrese. Un onore che rappresenterà l’incipit di nuove battaglie politiche per una Calabria definitivamente emancipata da ogni ritardo con la storia. Questa esperienza non mina neanche lontanamente la mia fiducia nella democrazia e della sua capacità di rendere omaggio, in modo ineguagliabile, alle legittime speranze dell’uomo».