Scempio a Coccorino e antenna telefonica, convocato il Consiglio a Joppolo

Quattro i punti all’ordine del giorno. Diversi gli aspetti da chiarire, dai lavori sul lungomare al sito individuato per l’impianto di telefonia
Quattro i punti all’ordine del giorno. Diversi gli aspetti da chiarire, dai lavori sul lungomare al sito individuato per l’impianto di telefonia
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Il Comune di Joppolo e il tecnico Panzitta

E’ stato convocato per mercoledì 10 giugno alle ore 15.30 il Consiglio comunale di Joppolo la cui seduta era stata richiesta dai consiglieri di maggioranza Vittorio Vecchio, Giovanni Preiti e Ambrogio Scaramozzino, quest’ultimo anche assessore. La seduta – presieduta da Florinda Albino – ha quali punti all’ordine del giorno la condanna per il ritrovamento di una busta con cartucce ed un rosario fatta recapitare sulla porta di un locale del Municipio al dipendente Sabatino Panzitta; [Continua]

Paolo Ripepi ai microfoni di LaC

quindi la “richiesta di costituzione di parte civile nei confronti dei responsabili esecutori dei lavori non autorizzati eseguiti dal lungomare di Coccorino”, individuati dalla Procura di Vibo Valentia (procuratore Camillo Falvo e pm Eugenia Belmonte) in Paolo Ripepi, pluripregiudicato di Ricadi e condannato in via definitiva per associazione mafiosa (clan Mancuso) e Mercurio Vecchio, proprietario del terreno privato dal quale – secondo la ricostruzione della Guardia costiera – sono stati prelevati con una ruspa, che sarebbe stata guidata da Ripepi, degli enormi scogli poi gettati a mare per realizzare in pieno giorno – dopo la rottura di parte del muretto del lungomare – un molo abusivo. Mercurio Vecchio, fra l’altro, è lo stesso imprenditore che il 20 maggio scorso ha presentato al Comune di Joppolo (come ogni anno) richiesta per il rilascio di una concessione demaniale marittima a carattere stagionale per la posa di sdraio, sedie, tavolini e ombrelloni proprio sul lungomare di Coccorino. 

Albero danneggiato a Coccorino

Il terzo punto all’ordine del giorno prevede la richiesta al sindaco, Carmelo Mazza, di chiarimenti circa l’esecuzione dei lavori disposti da Comune di Joppolo nel torrente Mandricelle di Coccorino. Chiarimenti importanti perché, oltre al documentato danneggiamento di diversi alberi proprio lungo il Mandricelle, Paolo Ripepi ha dichiarato alle telecamere di LaC di aver eseguito lui i lavori lungo il torrente a bordo di un escavatore “regolarmente autorizzato dal Comune”. Circostanza non da poco, atteso che i lavori sono stati dati all’impresa Remac di Massimo Restuccia con affidamento diretto e per una spesa di oltre settemila euro. Sull’escavatore, però, ci sarebbe stato Paolo Ripepi, condannato in via definitiva per associazione mafiosa ed usura.

Il quarto punto all’ordine del giorno prevede, infine, le comunicazioni in ordine all’installazione di una rete di telefonia nella frazione Coccorino”.

A tal proposito, i consiglieri Vittorio Vecchio, Giovanni Preiti, Florinda Albino ed Ambrogio Scaramozzino attraverso un comunicato – rispondendo alle osservazioni dell’ex vicesindaco Guido Ventrice – fanno presente che la loro posizione è di netta contrarietà all’installazione nella frazione Coccorino dell’antenna per il potenziamento della telefonia mobile. Tale netta contrarietà nasce nella piena condivisone della preoccupazione dei cittadini della frazione, dalla consapevolezza della dannosità per la salute pubblica dell’impianto tecnologico in questione, da realizzare peraltro nelle vicinanze dell’abitato e in evidente contrasto con l’apposito regolamento comunale. Questa posizione di netta contrarietà –  concludono i consiglieri di maggioranza – sarà assunta dai sottoscritti anche nel Consiglio comunale”.

Da ricordare che Guido Ventrice nel suo intervento ha anche chiesto alla maggioranza di chiarire molti punti ancora oscuri come, ad esempio, il fatto che il sito proposto per l’installazione dell’antenna possa “appartenere ad uno stretto congiunto di un assessore comunale joppolese”.

Tanta “carne al fuoco”, dunque, per un Consiglio comunale che si prevede “incandescente”. La magistratura ha infatti fornito delle risposte. Tocca ora alla politica…