Antenna a Coccorinello, Ventrice: «Il sito è un terreno del padre del vicesindaco»

L’ex amministratore replica a Dino Sterza e ricorda che la precedente amministrazione ha annullato il titolo abilitativo per altra antenna a Joppolo
L’ex amministratore replica a Dino Sterza e ricorda che la precedente amministrazione ha annullato il titolo abilitativo per altra antenna a Joppolo
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Guido Ventrice

Arriva a stretto giro la replica dell’ex vicesindaco di Joppolo, Guido Ventrice, alle dichiarazioni dell’attuale vicesindaco Dino Sterza sulla pratica inerente l’installazione di un’antenna di telefonia mobile.

“E’ d’obbligo intervenire di fronte alle farneticazioni del vicesindaco – afferma Guido Ventrice – in merito alla richiesta di installazione di un’antenna a servizio della telefonia mobile nella frazione Coccorino. Lo è ancora di più quando è palese l’inadeguatezza al ruolo ricoperto e l’ignoranza amministrativa abbondantemente dimostrata. L’assessore, infatti, invece di fornire delle informazioni utili, intervenendo, dimostra di disconoscere che, la precedente amministrazione, di cui io facevo parte, ha annullato in autotutela il titolo abilitativo riguardante l’antenna sita in Oliveto di Joppolo e, successivamente, con il supporto dell’allora gruppo di opposizione, dopo aver provveduto all’approvazione di apposito regolamento, ha adito alle vie legali per ottenerne la demolizione, avendone ragione sia di fronte al Tribunale amministrativo regionale che al Consiglio di Stato. Sarebbe toccato proprio a lui e alla sua compagine amministrativa, subentrati alla guida dell’Ente dopo la tornata elettorale, far rispettare le sentenze, ordinando e, in caso di inottemperanza,  provvedendo alla demolizione dell’opera. [Continua]

 Tantomeno, la sua amministrazione ha provveduto a recuperare quanto l’azienda installatrice avrebbe dovuto versare nelle casse comunali. E’ necessario evidenziare che l’unica zona poco servita dal segnale è la via Nucara, che comunque rimarrebbe ugualmente mal servita per una morfologia sfavorevole del territorio.

Il vicesindaco Dino Sterza

Dopo l’accesso agli atti concesso dal Rup, geom. Sabatino Panzitta, in data 09 c. m., si è appreso con certezza che la localizzazione dell’opera ricade in un terreno di proprietà del padre del vicesindaco. Proprio da qui – sottolinea Ventrice – nasce un conflitto di interessi che vede il vicesindaco componente dell’organo di governo del Comune, prima ancora che responsabile del settore Lavori Pubblici, con compiti di controllo e indirizzo politico. A voler essere malpensanti, viene da sé, che possa nascere un dubbio sull’imparzialità del responsabile del servizio, chiamato a decidere su interessi del  padre del vicesindaco. Le integrazioni documentali richieste dal Rup non sono altro che un modo per prendere tempo, sperando che scemi l’attenzione della comunità sulla vicenda.Arrivando al Regolamento comunale, citato nello sconsiderato intervento dell’assessore, quest’ultimo dimostra di ignorarne, ottusamente, i contenuti.  Il testo, infatti, oltre a determinare le distanze minime da abitazioni, scuole, farmacie, ecc., palesemente disattese come evidenziato dalle planimetrie già in atti e allegate alla richiesta di autorizzazione, impone che la scelta del sito ricada prioritariamente su un area di proprietà comunale. Perché allora non prediligere il terreno di proprietà dell’ente, localizzato a meno di 80 metri dal bene appartenente al proprio padre? Il privilegiare l’interesse familiare rispetto a quello comune non è degno di un buon amministratore, ma si sa: “pecunia non olet”.   

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