Vibo, i grandi temi da affrontare nell’agenda politica autunnale

Andato in porto il Piano strutturale, l’amministrazione dovrà risolvere problematiche ataviche. Ma senza un cambio di passo difficilmente si vedranno i risultati
Andato in porto il Piano strutturale, l’amministrazione dovrà risolvere problematiche ataviche. Ma senza un cambio di passo difficilmente si vedranno i risultati
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Uno dei grandi temi dell’agenda politica degli ultimi 15 anni a Vibo Valentia, il Piano strutturale comunale, è andato in porto. Ma dopo le ferie agostane ormai alle porte, quel che attende l’amministrazione Limardo è un autunno particolarmente caldo. Perché le questioni storiche sono ancora sul tavolo. E bisognerà imprimere un cambio di marcia se si vuole sperare di portare a casa il risultato, ché di questo passo sarà difficile.

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Un ruolo cruciale sul giudizio che verrà dato a questo esecutivo lo hanno senza dubbio le opere pubbliche. Il teatro procede a passo di lumaca, ma è un trend che interessa tanti altri interventi, dagli “storici” sul dissesto idrogeologico di Triparni e delle altre frazioni a quelli più banali come la frana in via Roma a Longobardi che sta creando non pochi problemi e pericoli alla viabilità. In un vicolo cieco è invece un’altra opera di fondamentale importanza: il progetto Maione, che prevedeva la separazione delle acque bianche e nere. Un progetto milionario, finito nel dimenticatoio per pastrocchi burocratici di non facile soluzione.

Altro tema è quello dell’ambiente. La grande sfida di questa giunta è riuscire a guidare l’Ato verso la costruzione del proprio Eco-distretto. Una sfida per nulla facile, che si trascina da anni e sulla quale continuano ad esserci pareri contrastanti. Così come grande diventa – e non è esagerato – riuscire a garantire i servizi minimi. Col personale ridotto all’osso, anche una banale apertura del cimitero diventa un’impresa. Mancano i dipendenti e mancano i dirigenti. La mano della politica, che qui più che altrove doveva vedersi, ovviamente non s’è vista.

Ferma al palo è la rinascita del centro storico. I commercianti convivono con i problemi di sempre, ed è arduo immaginare che la (seppur lodevole) iniziativa dell’allargamento degli spazi per i gazebo possa essere risolutrice di malanni che si protraggono da tempo, e che vedono nel caro affitti – giusto per fare un esempio – una delle piaghe più grosse. E tante, in ogni settore della vita pubblica amministrativa, sono le piccole e grandi problematiche da superare.

Ma la vera partita, come sempre di questi tempi, si giocherà su un altro tavolo. Perché il destino del Comune di Vibo Valentia non è più nelle mani di chi lo guida. È nelle mani dei giudici contabili della Corte dei conti, che stanno valutando la bontà del Piano di riequilibrio finanziario deliberato l’anno scorso dall’aula di Palazzo Luigi Razza. Un secondo dissesto finanziario – che agli occhi dei realisti è cosa assodata – metterà in croce ancora una volta buoni propositi ed eterne promesse.

A fare da sfondo ad una situazione in perenne precarietà c’è la netta sensazione che da un momento all’altro potrebbe abbattersi sull’ente una tegola giudiziaria, con la Guardia di finanza sempre presente a Palazzo e con gli occhi della Dda ben puntati su piazza Martiri d’Ungheria. L’autunno sta arrivando…