lunedì,Luglio 26 2021

“Salva Vibo”, Tucci bacchetta la Limardo: «Uscita inopportuna»

Il deputato cinquestelle: «Sa bene che c’è un emendamento e così facendo rischia di vanificare il lavoro che da oltre un anno portiamo avanti per scongiurare un secondo dissesto»

“Salva Vibo”, Tucci bacchetta la Limardo: «Uscita inopportuna»
Il deputato Riccardo Tucci (M5S)

Un decreto per risollevare le sorti della città al pari di quello emanato – per un importo di 200 milioni di euro – a favore di Reggio Calabria. Lo vorrebbe il sindaco Maria Limardo – con pretese economiche certamente minori – per scongiurare una seconda dichiarazione di dissesto a Vibo Valentia. E sulla questione ha fatto sentire la sua voce, lanciando strali contro il governo giallorosso colpevole di fare “figli e figliastri”. Una presa di posizione che ha creato agitazione nella fila del Movimento cinque stelle cittadino, il cui massimo esponente, il deputato Riccardo Tucci, è da tempo alle prese con un certosino lavoro di diplomazia politica tra ministeri e sottosegretariati per tirare Vibo fuori dalle secche del debito.  

Ecco così che l’uscita di Maria Limardo «rischia di vanificare tutto». Quello sfogo social, per Tucci, «è stato parecchio inopportuno. Anche perché il sindaco è perfettamente a conoscenza del fatto che da circa un anno stiamo lavorando ad un emendamento cucito addosso al caso Vibo». La questione, com’è noto, ruota attorno ai 21 milioni di euro stanziati nel 2003 per il completamento della Tangenziale Est. «Dodici milioni dei quali – ricorda il portavoce del Movimento – nel giro di due anni sono “spariti” nella spesa corrente, cosa che ha fatto sì che i restanti nove milioni fossero trattenuti dal ministero. E l’obiettivo dell’emendamento è duplice: da un lato recuperare i nove milioni di euro che tornerebbero utili al Comune per creare liquidità o investirli per il loro scopo originario; dall’altro fare in modo che i 12 milioni già impegnati o vengano restituiti dal Comune dilazionandoli nel tempo o che quel debito venga scomputato da altri lavori pubblici senza, in questo caso, dover restituire un centesimo ma andando ad alleggerire al tempo stesso la massa debitoria.  Con un meccanismo in cui più il Comune spende più riduce il debito». [Continua]

Operazione d’ingegneria contabile che ha richiesto, a sentire Tucci, non pochi sforzi per mettere d’accordo tutte le parti in causa. «Emendamento fatto dopo un anno di intenso lavoro. Pronto da due mesi. Parere positivo sia politico che tecnico dal ministero delle Infrastrutture e da quello delle Finanze nonché dalle commissioni competenti. Manca solo il parere della Ragioneria di Stato… e la Limardo che fa? Se ne esce con questa strumentalizzazione politica bella e buona che, tra l’altro, non considera la specificità del caso Reggio».

Nessuna attinenza con la situazione di Vibo, spiega Tucci. «Quel provvedimento, inserito nel “Decreto agosto”, è specifico per le città metropolitane ed è figlio di una sentenza della Corte costituzionale che vincola il governo in questo senso. Non è sicuramente un argomento da usare contro il governo che sta cercando di salvarti. Non so chi ha consigliato il sindaco e il suo presunto alleato (Pitaro, ndr) accusando il governo di fare favoritismi politici nei confronti di Reggio Calabria quando, tra l’altro, è già dal Conte1 (quando il M5s governava con la Lega e non con il Pd che governa Reggio) che si studiava un intervento per le città metropolitane, proprio in virtù della pronuncia della Corte costituzionale».

Non è l’appartenenza politica a fare la differenza, dunque, e, assicura Tucci, non lo sarà nemmeno nel caso di Vibo. «Se dovessi ragionare in questi termini, potrei benissimo disinteressarmi alle sorti di un Comune guidato dal centrodestra. Ma è la mia città e non lo farò, al di là di chi la governa. Così come mi sto interessando alle sorti della Provincia che presto uscirà dal dissesto grazie ad un altro emendamento. Stesso atteggiamento dovrebbe avere la Limardo – ammonisce infine -. Le sue uscite però hanno sempre un sapore politico, ma forse lei dimentica che dal 1997 ad oggi – tranne un breve periodo – la città è stata amministrata dal centrodestra. La colpa di questo stato di cose, perciò, al 99 per cento è la loro».

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