“Uniti per Ricadi” contro la maggioranza e il sindaco Tripodi

Il gruppo di minoranza guidato da Pasquale Mobrici critica la mancata nomina della giunta e il peso politico della frazione di Santa Domenica per il primo cittadino
Il gruppo di minoranza guidato da Pasquale Mobrici critica la mancata nomina della giunta e il peso politico della frazione di Santa Domenica per il primo cittadino
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Il Comune di Ricadi
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Nicola Tripodi
Pasquale Mobrici

Neanche il tempo di insediarsi e se il “buongiorno si vede dal mattino”, nulla di buono arriva da Ricadi dal fronte politico. Eravamo stati facili profeti all’indomani delle elezioni (lo scarto fra i due candidati a sindaco è stato di soli 7 voti) nel prevedere mesi ed anni di ulteriore spaccatura sociale. Il primo comunicato stampa arriva dall’avvocato Pasquale Mobrici, alla guida del gruppo di opposizione “Uniti per Ricadi”, ed è subito “scontro” politico.

Sono passati dieci giorni dalle elezioni e ancora il comune di Ricadi non ha ufficialmente una giunta. È emblematico delle difficoltà politiche che il sindaco – spiega il gruppo di minoranza – è già costretto ad affrontare già dalle prime ore del suo insediamento.Come gruppo di opposizione, ovviamente, non entriamo nel merito delle infinite diatribe che stanno già dilaniando la maggioranza consiliare venuta fuori dalle urne.
Su due importanti principi però esprimiamo le nostre perplessità politiche. Voci sempre più insistenti, che speriamo restino tali o vengano derubricate a pettegolezzo, descrivono il sindaco letteralmente consegnato al potere politico della fazione politica di Santa Domenica. Tanto che Tripodi, uscito già dimezzato dalle urne, è oggi costretto ad assecondare il volere dei consiglieri eletti nell’unica frazione in cui ha vinto,  nominando tre assessori ed il presidente del consiglio proprio nella frazione di Santa Domenica di Ricadi. Speriamo non sia vero perchè una scelta del genere ha un sapore punitivo nei confronti del resto del territorio, così poco generoso di consensi con Tripodi. Ricadi capoluogo, stando a questa assurda e suicida impostazione, resterà totalmente fuori dell’esecutivo oltreché, per scelte pregresse, dalla maggioranza consiliare.

A questo si aggiunga il segnale politicamente gravissimo che arriva in ordine alla vicenda della rappresentanza femminile in giunta, vissuta con fastidio da larga parte della maggioranza.
Dopo i proclami della campagna elettorale sulle presenze giovanili e femminili, siamo oggi alla cronaca di una morte annunciata, con la ricerca continua e malcelata di trucchi ed escamotages per ridimensionare o far fuori dalla giunta le risicate presenze femminili della maggioranza. A chi cerca in ogni modo di far quadrare i conti proponendo dimissioni e prospettando farse scarsamente rispettose del ruolo e del contributo delle donne, ricordiamo che questo è un punto su cui il nostro gruppo – concludono Mobrici e compagni – è  pronto a fare le barricate sia con gli strumenti politici che con eventuali iniziative giudiziarie”.

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