Il gruppo di opposizione imputa al sindaco la responsabilità politica e lega l’esito del progetto a una gestione concentrata solo sugli equilibri della maggioranza. Vengono richiamati anche i 2,4 milioni di euro destinati a Vena e Piscopio ma poi revocati a causa di un errore e i 150mila euro della scuola Buccarelli
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«Vibo merita un’amministrazione che porti risorse in città, non una che guarda gli altri vincere». È l’affondo del gruppo consiliare Cuore Vibonese dopo l’esclusione del Comune dal bando regionale “Agorà Calabria”: il progetto ha ottenuto 53,94 punti, sotto la soglia minima di 60.
«È un paradosso che pesa», scrivono i consiglieri, contestando la distanza tra gli annunci sul rilancio turistico e il risultato della selezione. «L’amministrazione Romeo parla da due anni di destagionalizzazione e grandi eventi, ma quando c’è da trasformare quelle parole in un progetto finanziabile Vibo non arriva nemmeno alla sufficienza».
«I bandi si perdono»
La nota attribuisce al sindaco Enzo Romeo la responsabilità politica dell’esclusione e collega la vicenda alla gestione della maggioranza. «La sua amministrazione ha speso due anni in trattative e rimpasti per tenere in piedi una maggioranza litigiosa, e probabilmente si appresta a varare un altro rimpasto. Nel frattempo i bandi si perdono e le opportunità vanno altrove», si legge nel comunicato.
Cuore Vibonese richiama poi i 2,4 milioni di euro per Vena e Piscopio, revocati dalla Regione per un file sbagliato, e i 150mila euro per l’ascensore della scuola Buccarelli, che secondo i consiglieri sarebbero sfumati per una Pec rimasta senza risposta. «Il conto delle occasioni perdute si allunga, e i vibonesi continuano a pagarlo», conclude il gruppo, aggiungendo: «E le sorprese, purtroppo, non sono finite».



