La vicenda relativa allo spostamento del cannone storico, originariamente collocato presso il Monumento ai Caduti di piazza Duomo e oggi custodito nella Villa comunale, richiede, secondo il consigliere comunale Gregorio Lo Muto del gruppo San Gregorio Futura, un approfondimento nell'interesse della comunità. In particolare, il consigliere rende noto di aver acquisito la documentazione relativa all'intervento attraverso l'accesso agli atti.

I documenti trasmessi dal Comune

Dalla documentazione trasmessa dal Comune risultano la deliberazione della Giunta comunale, la successiva determinazione dell'ufficio competente e, con un successivo invio, una relazione sul monumento. Nella documentazione acquisita, evidenzia Lo Muto, non risultano invece eventuali autorizzazioni riferibili allo spostamento del manufatto. Parallelamente il consigliere ha richiesto e ottenuto documentazione dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente.

Dagli atti – si legge nella nota stampa inviata dall’esponente di San Gregorio Futura - emerge che il Monumento ai Caduti di San Gregorio d'Ippona è censito nel Catalogo generale dei beni culturali e che il cannone, pur essendo un elemento mobile, viene considerato parte integrante del complesso monumentale. La documentazione evidenzia inoltre che la progettazione e la realizzazione del monumento, avvenute nel 1978, hanno tenuto conto della presenza del manufatto, sia nella conformazione del basamento sia nella collocazione della stele. Secondo quanto riportato dalla Soprintendenza, il cannone potrebbe essere riconducibile a un Ordnance QF 6 pounder britannico, utilizzato durante la campagna d'Italia nella Seconda guerra mondiale.

Un ulteriore elemento riguarda l'iter autorizzativo. Nella risposta trasmessa al consigliere si legge infatti che «non sussistono agli atti di questa Amministrazione procedimenti abilitativi in corso o conclusi relativamente allo spostamento del cannone e agli interventi sul monumento in discorso».

La motivazione dello spostamento

La deliberazione della precedente Giunta comunale motivava lo spostamento del manufatto con la volontà di rimuovere dalla piazza antistante la chiesa un residuato bellico, ritenendo che «la chiesa è casa di Dio, simbolo della comunità cristiana e prima di tutto un luogo di preghiera, pertanto la presenza di un residuato bellico (cannone) risalente alla Seconda guerra mondiale davanti alla chiesa non è sicuramente un posto ideale».

«Si tratta di una motivazione che, sotto il profilo umano e simbolico, può essere compresa – osserva Lo Muto – fermo restando che una scelta riguardante un bene inserito in un complesso monumentale avrebbe richiesto ogni necessario approfondimento con gli enti preposti alla tutela».

«Ho ritenuto doveroso approfondire la vicenda attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione – dichiara il consigliere – perché il ruolo di un consigliere comunale non consiste soltanto nel momento del voto, ma anche nel verificare gli atti, acquisire informazioni e garantire trasparenza ai cittadini».

«Ho rispettato la decisione assunta dal Consiglio comunale il 3 luglio 2026, che ha respinto la mozione sullo spostamento del cannone – prosegue – ma ho ritenuto necessario comprendere fino in fondo il percorso seguito, nel rispetto del mandato ricevuto dai 167 cittadini che hanno riposto fiducia nella mia persona».

La richiesta del consigliere Lo Muto

«Alla luce della documentazione acquisita – aggiunge – resta necessario chiarire quale sia stato l'intero iter amministrativo che ha portato allo spostamento del manufatto».

«Non si tratta di una contrapposizione politica – conclude Lo Muto – ma della volontà di fare chiarezza su un bene che rappresenta la memoria storica della nostra comunità. Chiedere trasparenza non significa accusare, ma esercitare responsabilmente il proprio ruolo istituzionale».