La proposta in Consiglio comunale

Una seduta intensa, chiusa con un voto che ha aperto una frattura politica dentro la stessa maggioranza. Nella serata del 3 luglio 2026 il Consiglio comunale di San Gregorio d’Ippona si è riunito per discutere, tra gli altri punti all’ordine del giorno, la mozione presentata dal consigliere Gregorio Lo Muto per il completamento del Monumento ai Caduti e la valorizzazione del cannone storico.

La proposta puntava, in particolare, a riportare il residuato bellico nella sua collocazione originaria, sopra il monumento dedicato ai caduti delle due guerre mondiali in Piazza Duomo. Un tema che, secondo Lo Muto, non avrebbe dovuto essere letto in chiave di appartenenza politica: «Questa proposta non appartiene a una parte politica. Appartiene alla storia del nostro paese. Ogni nome inciso su una lapide restituisce dignità a una famiglia e a una comunità che non dimentica».

Il voto e la posizione della minoranza

Secondo quanto riferito dal gruppo di minoranza Noi per San Gregorio, prima della votazione il sindaco Pasquale Farfaglia avrebbe invitato la restante parte della maggioranza a votare contro la mozione, definendo la ricollocazione del cannone una questione non prioritaria rispetto al programma amministrativo.

I consiglieri di minoranza Bruno Carnovale, Antonio Lacquaniti e Melina Simonetti hanno invece preso la parola per la dichiarazione di voto, spiegando di essere favorevoli alla ricollocazione del cannone nella sua sede originaria. Solo dopo la dichiarazione, il gruppo ha abbandonato l’aula.

Alla votazione, la mozione è stata bocciata. A favore ha votato soltanto Lo Muto, mentre la restante maggioranza si è espressa contro. Un esito che ha lasciato il consigliere profondamente amareggiato, anche perché maturato all’interno dello stesso schieramento politico di cui fa parte.

L’amarezza di Lo Muto

«Questa sera non è stata respinta una semplice mozione, ma un’occasione per rendere giustizia a uomini che hanno sacrificato la propria vita», ha dichiarato Lo Muto dopo il voto. Il consigliere ha ricordato i caduti del paese e il senso della proposta, nata per inserire sul monumento i nomi ancora mancanti e restituire valore a un bene ritenuto parte del patrimonio identitario della comunità.

«Erano nostri concittadini. Erano stati ricordati il 22 maggio durante l’ultimo comizio. In quella giornata nessuno aveva obiettato. Adesso la mia stessa maggioranza ha bocciato la mozione presentata da me che sono della loro stessa maggioranza. Non ho parole», ha aggiunto.

Per Lo Muto il tema della memoria avrebbe dovuto superare gli schieramenti: «Accetto il voto democratico del Consiglio comunale, ma non riesco a nascondere l’amarezza. Credevo che almeno sulla memoria storica potessimo camminare tutti nella stessa direzione».

La lettura politica della minoranza

La vicenda, però, assume anche un peso politico. Sempre secondo il gruppo Noi per San Gregorio, quanto accaduto in aula sarebbe il segnale di una rottura interna alla maggioranza. La minoranza parla di una maggioranza che «ha perso un pezzo» e invita Lo Muto a chiarire la propria posizione politica dopo il voto contrario ricevuto dai suoi stessi alleati.

A fare da sfondo c’è anche la recente revoca di Lo Muto dall’incarico di assessore, avvenuta dopo l’intervento della Prefettura in seguito a un esposto dell’opposizione sulla composizione della Giunta. Un precedente che contribuisce ad alimentare la lettura politica dello scontro consumato in Consiglio comunale attorno alla mozione sul Monumento ai Caduti.

«La memoria non si vota»

Lo Muto, da parte sua, assicura che il voto contrario del Consiglio comunale non fermerà il suo impegno e cita Giovanni Falcone: «Gli uomini passano, ma le idee restano». Poi aggiunge: «Le idee possono essere respinte, ma la memoria non si vota. La memoria vive nei cuori di chi non dimentica. Continuerò a lavorare perché ogni nostro Caduto abbia il posto che merita nella storia di San Gregorio d’Ippona».

Nel passaggio conclusivo, il consigliere parla apertamente di una ferita politica e personale: «Questa sera io mi sento amareggiato come cittadino. Scoprire che proprio chi condivide il mio percorso politico ha deciso di respingere questa mozione è una ferita nell’anima difficile da accettare».

Quindi la promessa di proseguire la battaglia: «La memoria non appartiene a una maggioranza o a una minoranza politica: appartiene a un’intera comunità, e sarà il tempo a giudicare quanto accaduto nella notte del 3 luglio 2026 a San Gregorio d’Ippona. Questa battaglia è stata persa in Consiglio comunale, ma continuerò a battermi affinché ogni nostro concittadino che ha sacrificato la propria vita per la Patria trovi finalmente il posto che merita sul Monumento ai Caduti. La memoria può essere rinviata, ma non cancellata».