Dopo il commissariamento e il ritorno di Marco Martino alla guida dell’ente il Comune mette nero su bianco una serie di regole stringenti per evitare infiltrazioni criminali. Ecco cosa prevede il nuovo disciplinare
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Capistrano alza l’asticella dei controlli sugli appalti e sulla gestione amministrativa. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità dei presenti il nuovo regolamento contro le infiltrazioni mafiose, definito dall’amministrazione comunale un “super regolamento” per l’inasprimento delle verifiche sulle imprese, sugli affidamenti pubblici e sul lavoro dei responsabili di settore.
Il provvedimento rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso avviato dall’amministrazione guidata dal sindaco Marco Martino, tornato alla guida del Comune dopo il periodo di commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Già nei mesi scorsi l’ente aveva annunciato la volontà di dotarsi di strumenti rafforzati di prevenzione, anche attraverso la richiesta di supervisori ministeriali chiamati ad affiancare e controllare l’attività delle diverse aree comunali.
Appalti, imprese e controlli incrociati
Il nuovo regolamento punta a rendere più stringente il sistema di vigilanza interna, con l’utilizzo di software per l’analisi e la condivisione dei dati, così da monitorare imprese e appalti pubblici. L’obiettivo è intercettare in anticipo possibili anomalie nella gestione degli affidamenti, soprattutto nei settori considerati più esposti al rischio di condizionamento criminale.
Tra gli elementi indicati dall’amministrazione ci sono i cosiddetti “reati spia”: fatturazioni gonfiate, pagamenti in contanti, cambi sospetti di quote societarie, intestazioni fittizie e altre anomalie che possono segnalare tentativi di infiltrazione o forme di opacità nella partecipazione alle gare e nell’esecuzione dei lavori.
Il regolamento prevede inoltre verifiche più puntuali sui requisiti antimafia, la possibilità di revoca degli affidamenti e la rescissione dei contratti in presenza di criticità accertate. Un capitolo specifico riguarda anche gli affidamenti sotto soglia e la necessità di rafforzare il controllo sugli operatori economici chiamati a lavorare per l’ente.
White list, subappalti e imprese boschive
Uno dei punti centrali riguarda il ricorso alle white list delle Prefetture. Per le attività più sensibili, a partire dalla gestione dei rifiuti, l’amministrazione promuove l’iscrizione volontaria delle imprese negli elenchi prefettizi. Per i subappalti viene indicato l’obbligo di rivolgersi soltanto a ditte già iscritte nella white list o che abbiano presentato richiesta di rinnovo da non oltre un anno.
Nel quadro delle misure richiamate rientra anche la revoca dell’affidamento nei confronti dell’impresa boschiva risultata aggiudicataria solitaria nella gara relativa al taglio boschivo messo all’asta. Un passaggio che l’amministrazione inserisce nel più ampio sistema di controllo sugli affidamenti e sulle procedure ritenute meritevoli di particolare attenzione.
Il regolamento guarda anche al mondo della cantieristica. Secondo l’impostazione dell’ente, controlli frequenti sui mezzi e trasmissione delle “liste di controllo” agli investigatori specializzati possono diventare il primo passo di una strategia coordinata contro la presenza mafiosa negli appalti e nei cantieri.
Beni confiscati e Sportello della legalità
Il nuovo testo affronta anche il tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’amministrazione intende promuovere l’assegnazione provvisoria di eventuali immobili sottratti alle mafie, favorendone la valorizzazione e il riutilizzo attraverso consorzi, fondi e strumenti di amministrazione giudiziaria.
Tra le misure previste c’è anche la promozione di uno Sportello della legalità e della giustizia, pensato come punto di riferimento per cittadini, imprese e amministrazione sul fronte della prevenzione e della trasparenza. Il regolamento richiama inoltre la necessità di condividere i dati delle pubbliche amministrazioni per rendere più efficaci i controlli antimafia sulle imprese, anche attraverso strumenti di verifica basati sulle fonti aperte.
Il rapporto con Prefettura e istituzioni
Le nuove regole si inseriscono nel lavoro avviato dalla Prefettura di Vibo Valentia sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli enti locali e negli appalti pubblici. L’amministrazione comunale richiama anche il recente accordo sottoscritto tra Prefettura e Comuni, con l’obiettivo di rendere più solida la vigilanza degli enti contro possibili ingerenze della criminalità organizzata.
Il regolamento prevede tavoli di coordinamento tra enti locali, associazioni di categoria e forze dell’ordine, in una logica di collaborazione istituzionale. L’obiettivo è costruire un sistema di prevenzione che non si limiti alla risposta penale, ma integri controlli amministrativi, misure patrimoniali, verifiche sulle imprese e strumenti di monitoraggio costante.
Per il sindaco Martino, il regolamento non rappresenta un punto di arrivo. «Non sarà l’ultima iniziativa che questa amministrazione intenderà adottare - fa sapere il primo cittadino -. Sarà solo l’inizio di un percorso di vera stabilità che possa diventare un modello d’eccellenza per l’intero panorama provinciale e regionale».

