«Un voto non contro la mensa o contro i servizi alle famiglie, ma contro una scelta che sacrifica risorse destinate al centro storico». È questa la posizione del gruppo consiliare Vivere Ricadi, che ha votato contro la ratifica della variazione urgente di bilancio approvata dalla Giunta con la deliberazione n. 149 del 25 settembre 2026. Al centro della contestazione c'è soprattutto l'azzeramento di 100mila euro dal capitolo destinato agli interventi nel centro storico, una decisione sulla quale l'opposizione lamenta la mancanza di spiegazioni adeguate.

A sollevare la questione durante la seduta del Consiglio comunale è stato Gianfranco La Torre, intervenuto a nome dell'intero gruppo composto anche da Pasquale Mobrici, Agostino Pantano e Mario Rizzo. Il punto, secondo i consiglieri, non riguarda soltanto lo spostamento delle risorse, ma soprattutto il destino degli interventi che avrebbero dovuto essere finanziati con quei fondi.

Dagli atti, sostiene Vivere Ricadi, non sarebbe possibile stabilire se per quelle somme fossero già stati predisposti progetti, avviate procedure o programmati interventi. Due le ipotesi prospettate dall'opposizione: che la variazione abbia comportato il rinvio di opere già previste oppure che lo stanziamento non sia mai stato accompagnato da una concreta programmazione. «In entrambi i casi, il dato politico è grave», osserva il gruppo, chiedendo all'amministrazione di chiarire quali impegni fossero stati effettivamente assunti per la valorizzazione dei centri storici.

I fondi per la mensa scolastica e le manifestazioni

La variazione di bilancio prevede, tra le altre voci, 75.400 euro aggiuntivi per il servizio di mensa scolastica e 16mila euro in più per manifestazioni culturali e ricreative. Scelte sulle quali Vivere Ricadi solleva obiezioni di natura diversa.

Per quanto riguarda la mensa, il gruppo riconosce la necessità di garantire un servizio essenziale alle famiglie, ma contesta le modalità con cui si è deciso di affrontare le maggiori esigenze di spesa. Più netta la critica all'incremento delle risorse per gli eventi culturali, che secondo l'opposizione viene finanziato anche attraverso somme sottratte agli interventi nel centro storico.

«In Consiglio abbiamo chiesto di sapere con precisione a quali iniziative tali somme siano destinate: manifestazioni già svolte, già programmate oppure ancora da definire», spiegano i consiglieri, rivendicando il diritto dei cittadini a conoscere criteri, destinazione e risultati attesi dall'impiego delle risorse pubbliche.

La cucina comunale inutilizzata e le alternative proposte

Un altro punto centrale della contestazione riguarda la struttura mensa già realizzata nel territorio comunale, che secondo Vivere Ricadi avrebbe potuto essere attivata con un investimento contenuto.

Il gruppo osserva che nel capitolato predisposto per l'affidamento del servizio non viene espressamente individuata la cucina comunale come centro di cottura, pur essendo richiesta all'impresa aggiudicataria la disponibilità di una cucina nel territorio di Ricadi.

Da qui una serie di interrogativi: perché non prevedere esplicitamente l'utilizzo della struttura pubblica, eventualmente affidandone la gestione all'impresa aggiudicataria? È stata effettuata una comparazione dei costi? Esistono impedimenti tecnici, sanitari o amministrativi che ne ostacolano l'impiego?

Per l'opposizione, l'attivazione della mensa comunale avrebbe potuto offrire diversi vantaggi: pasti preparati e distribuiti in tempi più brevi, minori criticità legate al trasporto e nuove opportunità occupazionali sul territorio.

La proposta alternativa del gruppo sarebbe stata quella di destinare soltanto le risorse necessarie all'avvio della struttura, mantenendo la parte restante dello stanziamento per gli interventi nei centri storici.

Il voto contrario e le spiegazioni chieste alla Giunta

Nel mirino finisce anche la motivazione dell'urgenza, giustificata dalla Giunta con il riferimento a sopravvenute esigenze di spesa per servizi indispensabili e indifferibili. Una formulazione che Vivere Ricadi considera troppo generica per spiegare la necessità di ricorrere a una variazione urgente anziché al normale passaggio consiliare.

Il gruppo prende atto del parere favorevole espresso dal Revisore dei conti, che attesta la regolarità tecnico-contabile dell'operazione e il mantenimento degli equilibri di bilancio. Ma distingue il piano contabile da quello politico: la regolarità della variazione non esaurisce, secondo l'opposizione, il confronto sulle priorità dell'amministrazione.

«Spostare risorse da un capitolo a un altro può mantenere formalmente in equilibrio i conti, ma non risponde alla domanda politica essenziale: perché sottrarre 100mila euro agli interventi sul centro storico per destinarli ad altre voci di spesa?», si legge nella nota della minoranza.