La minoranza fa mettere a verbale un documento unitario che censura la coalizione di governo: «Comportamento reiterato e preordinato, così vengono svuotate le funzioni democratiche dell’Assemblea»
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Nuovo strappo in Consiglio comunale a Vibo Valentia, dove il venir meno del numero legale ha impedito di discutere gli ultimi due punti all’ordine del giorno e ha spinto le opposizioni a mettere formalmente a verbale una dura dichiarazione contro la maggioranza. L’accusa è di «ostruzionismo e svuotamento delle funzioni democratiche» dell’Assemblea, con i consiglieri di minoranza che si riservano ora di interessare anche il Prefetto.
La seduta convocata per questa mattina prevedeva, dopo le comunicazioni del presidente e del sindaco, la proposta sull’acquisizione gratuita della partecipazione azionaria in Sorical e quella relativa alla regolarizzazione delle spese per i lavori di somma urgenza in Vicolo Pietà. Gli ultimi due punti erano invece rappresentati dagli ordini del giorno delle opposizioni sulla costituzione di un Polo universitario del Vibonese e sulla gestione degli asili nido comunali, con particolare riferimento alla nuova struttura di Moderata Durant.
Quando il Consiglio avrebbe dovuto affrontare proprio questi ultimi due argomenti, l’uscita dall’aula di consiglieri della maggioranza ha fatto mancare il numero legale. Nessuna discussione e nessun voto, dunque, sui due ordini del giorno. Da qui la reazione delle opposizioni e la decisione di lasciare agli atti una contestazione formale.
Il documento messo a verbale
A sottoscrivere la dichiarazione sono Danilo Tucci, Maria Rosaria Nesci, Carmen Corrado, Antonio Schiavello e Antonella Petracca. Nel testo i consiglieri «denunciano con forza il comportamento reiterato e preordinato della maggioranza che, facendo mancare sistematicamente il numero legale, abbandona l’aula per impedire la discussione e il voto sugli ODG», con riferimento agli ultimi due punti previsti nella seduta.
Per i firmatari non si tratterebbe di una normale dinamica politica: «Questa condotta non rappresenta una legittima dialettica politica, bensì una deliberata e continuativa violazione delle prerogative dei consiglieri di minoranza», ai quali – sostengono – verrebbe impedito di esercitare il mandato «ispettivo e propositivo garantito dal Tuel».
Nel documento viene chiamato in causa anche il presidente del Consiglio Antonio Iannello, richiamato «ai suoi doveri istituzionali di garanzia e di imparzialità» affinché vigili sul corretto andamento dei lavori e impedisca quello che le opposizioni definiscono «lo sistematico svuotamento delle funzioni democratiche» dell’assemblea.
Il passaggio politicamente più rilevante è però quello conclusivo. I consiglieri si riservano infatti di segnalare la vicenda al Prefetto, chiedendo una verifica sul rispetto dei diritti delle minoranze e sul corretto funzionamento del Consiglio comunale.
Lo scontro sugli asili nido
A pesare sulla protesta è anche il precedente relativo all’asilo nido di Moderata Durant. Nella precedente seduta la maggioranza aveva bocciato la richiesta di urgenza avanzata dall’opposizione. Ne era seguito un confronto pubblico: la maggioranza aveva sostenuto la necessità di completare prima l’iter amministrativo e autorizzativo della nuova struttura, mentre la minoranza chiedeva di anticipare la procedura per individuare il futuro gestore, subordinando l’effettivo affidamento al completamento di tutti gli adempimenti.
Oggi la questione avrebbe dovuto approdare alla discussione ordinaria. Le opposizioni sottolineano inoltre che nel frattempo sarebbe arrivato anche il collaudo della struttura. Il venir meno del numero legale ha però rinviato ancora una volta il confronto. Stessa sorte per l’ordine del giorno sul Polo universitario, che puntava ad avviare il percorso istituzionale per la sua costituzione.
È proprio su questo punto che si concentra la contestazione politica: secondo le minoranze, la maggioranza avrebbe potuto respingere le proposte con un voto, ma non impedire che venissero discusse. Una posizione ribadita anche dopo la seduta dai gruppi di opposizione, che considerano quanto avvenuto non più un episodio occasionale.
Con il documento inserito a verbale, lo scontro investe direttamente il funzionamento dell’assemblea. E l’eventuale coinvolgimento della Prefettura potrebbe aprire un nuovo capitolo del confronto politico a Palazzo Luigi Razza.

