L’“invito” dell’Autorità portuale alla società Meridionale petroli a delocalizzare i depositi costieri del porto di Vibo Marina entro quattro anni accende il confronto politico locale. Ma, nella lettura offerta dalla segretaria provinciale del Partito democratico Teresa Esposito, le critiche del centrodestra non rappresentano tanto una valutazione nel merito quanto una reazione a un cambio di passo amministrativo.

«Più che una critica politica, quella della minoranza sembra una reazione scomposta davanti a un successo amministrativo del sindaco, che mette a nudo quindici anni di inerzia», si legge nella nota diffusa da Esposito.

Il peso del passato

Il giudizio sulle precedenti amministrazioni è affidato a parole che ricostruiscono una lunga fase di stallo. «Le coalizioni di centrodestra che hanno guidato il territorio non sono riuscite a produrre un solo atto concreto per cambiare il volto industriale di Vibo Marina», afferma la segretaria Pd, sottolineando come oggi «quegli stessi attori criticano la soluzione per la concessione».

Il nodo della durata – quattro anni anziché venti – viene interpretato come una scelta operativa. «Questo step è l’unica via pragmatica per avviare il processo di delocalizzazione dei depositi costieri senza bloccare l’economia cittadina per altri vent’anni», prosegue la nota, indicando nella gradualità il punto di equilibrio tra sviluppo e continuità.

Lavoro e trasformazione

Al centro del confronto resta il tema più delicato, quello dell’occupazione e della riconversione. «Mentre l’opposizione lamenta l’assenza di un cronoprogramma, l’attuale Amministrazione ha già tracciato la rotta», si legge, delineando una strategia che chiama in causa direttamente gli operatori presenti.

«Mettere la Meridionale Petroli davanti a una scelta di responsabilità verso la città» è indicato come passaggio chiave, con un obiettivo dichiarato: «trasformare l’area industriale in un polo d’attrazione turistica, senza però calpestare i diritti dei lavoratori».

Resta ferma, nella visione proposta, anche la funzione commerciale del porto. «La parte commerciale prerogativa del porto sarà sempre garantita», viene precisato da Esposito, mentre sul tema della delocalizzazione si respinge l’accusa di un arretramento dell’ente pubblico: «Non è una prerogativa lasciata alla società, ma un percorso che il sindaco sta presidiando con fermezza».

Una fase che si apre

La lettura complessiva è quella di un momento di passaggio, percepito anche dalla comunità locale. «I cittadini di Vibo Marina vedono finalmente un movimento», si legge ancora, con la convinzione che «la fase è dichiaratamente positiva».