Gli undici esponenti dei cinque gruppi d’opposizione depositano l’istanza che però non ha incassato il consenso della coalizione che governa la città. Si preannuncia un’aspra schermaglia politica nonostante tutti siano d’accordo sulla delocalizzazione degli impianti petroliferi
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
L’opposizione consiliare torna a chiedere un confronto urgente sulla sicurezza di Vibo Marina e porta formalmente la questione in Consiglio comunale. Gli undici rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro e Identità Territoriale hanno protocollato la richiesta di convocazione dell’assemblea, dopo il mancato sostegno dei gruppi di maggioranza al documento.
Al centro dell’iniziativa ci sono l’aggiornamento del Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli, la presenza del deposito Eni in viale delle Industrie, le prospettive di delocalizzazione degli impianti costieri e la richiesta, già respinta, di istituire una commissione consiliare speciale.
Il mancato accordo con la maggioranza
La decisione di procedere autonomamente è maturata dopo la riunione informale promossa nel pomeriggio di lunedì 15 giugno dal presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, che aveva convocato i gruppi di maggioranza per illustrare la proposta dell’opposizione e verificare la possibilità di una sottoscrizione condivisa.
Secondo i consiglieri di minoranza, la coalizione che sostiene il sindaco Vincenzo Romeo avrebbe però scelto «la via del muro contro muro», rifiutando di firmare il documento.
Le critiche vengono rivolte anche al gruppo Democratici e Riformisti, che pochi giorni prima aveva presentato un proprio ordine del giorno. «Capiamo dunque che al sopracitato gruppo interessano solo le primogeniture, tra l’altro fallimentari, e i comunicati stampa, non certo lo sviluppo di Vibo Marina e della città nel suo complesso», sostengono i firmatari.
Per l’opposizione, davanti a questioni che riguardano la pubblica incolumità e a scadenze ormai ravvicinate, la maggioranza avrebbe preferito sottrarsi al confronto, perché «distratta da dinamiche interne, spartizioni e problemi di poltrona, piuttosto che dai bisogni reali dei cittadini».
La richiesta depositata da undici consiglieri
Preso atto della mancata condivisione, gli undici consiglieri hanno protocollato la richiesta di convocazione del Consiglio comunale richiamando l’articolo 39, comma 2, del Testo unico degli enti locali e l’articolo 68 del regolamento dell’assemblea cittadina.
L’obiettivo dichiarato è ottenere una discussione pubblica e portare l’amministrazione a riferire sullo stato delle procedure, sulle iniziative intraprese e sulle prospettive riguardanti l’area industriale di Vibo Marina.
«L’opposizione unita ha proceduto a protocollare formalmente il documento, avvalendosi delle norme che tutelano il diritto democratico e ispettivo dei consiglieri, per costringere l’amministrazione al confronto pubblico», spiegano i gruppi di minoranza.
Il termine del 28 giugno per la Meridionale Petroli
Il primo punto riguarda l’aggiornamento del Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli. La Prefettura ha fissato al 28 giugno 2026 il termine per la presentazione delle osservazioni.
Secondo l’opposizione, il Comune dovrebbe intervenire prima della conclusione della procedura, chiarendo quale contributo intenda fornire e quali valutazioni siano state elaborate a tutela degli abitanti della frazione costiera.
«Il tempo stringe, ma l’amministrazione dorme», accusano i consiglieri, che chiedono di conoscere la posizione del Comune sui contenuti del piano, sulle vie di fuga e sulle misure previste in caso di emergenza.
Il deposito Eni e il rischio industriale complessivo
La richiesta di Consiglio comunale estende il confronto anche allo stabilimento Eni di viale delle Industrie. La minoranza ritiene necessario valutare non soltanto i singoli impianti, ma il rischio industriale complessivo e il possibile impatto cumulativo derivante dalla presenza di più attività nella stessa area.
Una questione che, secondo i firmatari, assume maggiore rilievo con l’avvio della stagione estiva e con il conseguente aumento della popolazione nella zona costiera.
«Le vie di fuga e i piani di evacuazione sono adeguati?», domandano i consiglieri, sollecitando verifiche sull’organizzazione della viabilità, sull’informazione alla popolazione e sulle procedure da attuare in caso di incidente.
Le domande sull’incontro annunciato a Roma
Un altro passaggio riguarda la delocalizzazione dei depositi costieri, indicata dal sindaco Romeo come uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale.
L’opposizione ricorda che, durante una precedente seduta del Consiglio, il primo cittadino aveva annunciato un incontro a Roma con il ministero competente, previsto per il 7 e l’8 maggio. Da allora, sostengono i consiglieri, non sarebbero state fornite informazioni sull’esito della trasferta.
«Quell’incontro è mai avvenuto? Cosa è stato deciso? La città ha il diritto di sapere se si è trattato dell’ennesima passerella senza risultati», affermano i gruppi, chiedendo al sindaco di riferire in aula sulle interlocuzioni avviate e sugli eventuali sviluppi.
La commissione speciale respinta
La minoranza torna anche sulla proposta di istituire una commissione consiliare speciale incaricata di seguire l’iter relativo ai depositi e alle misure di sicurezza per Vibo Marina.
La richiesta non aveva ottenuto il voto favorevole della maggioranza. Per l’opposizione, quell’organismo avrebbe consentito un monitoraggio costante e una maggiore condivisione delle informazioni tra le diverse componenti del Consiglio.
«Una proposta di buon senso che la maggioranza ha bocciato e non ha voluto far partire - sostengono i consiglieri -, fuggendo da ogni forma di controllo e condivisione».
«Il re è nudo, sono caduti gli annunci del sindaco»
I rappresentanti della minoranza affidano a una dichiarazione congiunta l’attacco politico più duro contro l’amministrazione Romeo.
«Siamo davanti alla classica parabola del “re nudo”: i vestiti invisibili fatti di annunci finti e proclami trionfali del sindaco Romeo sono caduti del tutto, mostrando un’amministrazione che brancola nel buio più totale, incapace di gestire qualsiasi cosa».
«Il rifiuto della maggioranza a firmare il documento e l’ostruzionismo sulla Commissione Speciale sono la prova lampante di una presunzione politica che fa male a Vibo Valentia. Mentre il primo cittadino fa annunci su trasferte romane e tutele delle marinate, nei fatti la sua maggioranza scappa per non dover ammettere il proprio totale immobilismo. Pensano solo a preservare le proprie poltrone, lasciando la cittadinanza senza risposte a pochi giorni da una scadenza fondamentale».
Dopo il deposito della richiesta, spetterà ora al presidente del Consiglio comunale procedere secondo quanto previsto dalle norme richiamate dai firmatari.
«L’epoca dei proclami e dei misteri è finita. Porteremo il Sindaco e la sua maggioranza in aula, davanti ai cittadini, a risponderne pubblicamente. La sicurezza di Vibo Marina e dei vibonesi non può aspettare i comodi di chi pensa solo a conservare il potere», concludono gli esponenti della minoranza.
Il documento è sottoscritto da Lo Schiavo, Porcelli e Corrado per Forza Italia; Schiavello per Fratelli d’Italia; Cutrullà, Calabria, Tucci e Russo per Cuore Vibonese; Nesci per Insieme al Centro; Muzzopappa e Lo Bianco per Identità Territoriale.


