L'inserimento nell'elenco dell'Antimafia non equivale a incandidabilità: viola il codice etico dei partiti, non la legge. Per Macrì resta però aperto il fronte giudiziario legato allo scioglimento per mafia
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A cinque giorni dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, la Commissione parlamentare antimafia ha inserito due dei tre candidati a sindaco di Tropea nell’elenco degli “impresentabili”. Si tratta di Giovanni Macrì, candidato con “Forza Tropea”, e Giuseppe Rodolico, alla guida della lista “Insieme per Tropea”. Fuori dall’elenco Antonio Piserà, candidato di “Rigeneriamo Tropea”.
Nell’elenco figurano anche due candidate al Consiglio comunale per la lista Forza Tropea: Caterina Marzolo e Greta Trecate, già assessori del Consiglio comunale sciolto sotto l’amministrazione Macrì.
La lista è stata resa pubblica dalla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, nell’ambito delle verifiche effettuate nei Comuni chiamati al voto, compresi quelli sciolti in passato per infiltrazioni mafiose. Tra questi c’è anche Tropea, già commissariata due volte nell’arco di un decennio.
Dal punto di vista giuridico, però, l’inserimento nell’elenco non comporta effetti immediati sulle candidature. Macrì e Rodolico restano regolarmente in corsa, compariranno sulla scheda elettorale e potranno essere votati. La definizione di “impresentabile”, infatti, non equivale a una dichiarazione di incandidabilità prevista dalla legge, ma riguarda il mancato rispetto del codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti.
Solo eventuali provvedimenti giudiziari specifici potrebbero produrre conseguenze dirette sulla possibilità di ricoprire incarichi amministrativi. E nel caso di Giovanni Macrì resta aperto proprio il fronte giudiziario relativo alla richiesta di incandidabilità collegata allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Su questo aspetto è ancora attesa la decisione del tribunale competente che arriverà con tutta probabilità solo dopo la tornata elettorale.



