Il movimento giovanile di FdI chiede verifiche su percorsi di esodo e punti di raccolta in un’area già in emergenza per la presenza di cantieri: «Non basta che le procedure esistano sulla carta, bisogna verificarle sul campo»
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La fuga di gas verificatasi questa mattina nei pressi del liceo scientifico “G. Berto”, durante i lavori in corso nell’area di via degli Artigiani, ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema della sicurezza e della gestione delle emergenze all’interno della zona interessata dai cantieri. L’evacuazione dell’istituto, che ha coinvolto oltre mille persone, si è infatti svolta in un contesto reso più complesso dalla presenza dei lavori e dall’assenza di un’area di raccolta immediatamente utilizzabile.
Sulla vicenda interviene Gioventù Nazionale Vibo Valentia, che chiede di fare chiarezza sulle modalità con cui vengono gestiti i cantieri nelle immediate vicinanze della scuola. «Sarà compito degli organi competenti ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità – dichiara Pascal Corrado, presidente provinciale del movimento di FdI – ma riteniamo doveroso verificare che tutte le procedure previste per un cantiere di questo tipo siano state rispettate e che siano state adeguatamente considerate le interferenze con le attività scolastiche».
Il punto, secondo l’organizzazione, non riguarda dunque soltanto l’origine della fuga, ma anche le condizioni in cui studenti, docenti e personale scolastico sono chiamati a muoversi in caso di emergenza. L’episodio di questa mattina avrebbe infatti evidenziato criticità nei percorsi di evacuazione, in una zona già modificata dalla presenza dei lavori.
«Quanto accaduto oggi – prosegue Gioventù Nazionale Vibo Valentia – con le difficoltà registrate al Berto e il caos verificatosi anche nell’area del Capialbi, rende necessario verificare se i percorsi individuati siano realmente praticabili e se le aree di raccolta previste siano ancora adeguate alla situazione attuale».
Da qui la richiesta formale rivolta al Comune e agli enti competenti di fornire chiarimenti sulle procedure adottate. Nel mirino, infatti, ci sono anche il livello di coordinamento tra istituti scolastici, amministrazione e soggetti preposti alla gestione delle emergenze.
La questione assume particolare rilievo alla luce della configurazione attuale dell’area. Il piazzale del terminal bus, individuato dal Piano comunale di Protezione civile come area di raccolta, risulta infatti interessato dai lavori e non utilizzabile nella sua funzione originaria. La scuola aveva già sollevato il problema chiedendo l’individuazione di uno spazio alternativo.
«Non basta che le procedure esistano sulla carta – aggiunge il direttivo provinciale di Gioventù Nazionale – bisogna verificarle sul campo, soprattutto quando la configurazione dei luoghi cambia per la presenza di un cantiere».
La richiesta è quella di effettuare nuove prove di evacuazione, calibrate sull’attuale organizzazione degli spazi e sui percorsi effettivamente praticabili. L’obiettivo, sostiene il movimento, è «individuare e correggere eventuali criticità prima che si presenti un’altra situazione reale».
L’episodio di oggi diventa così, nelle parole di Gioventù Nazionale, un’occasione per verificare concretamente cosa abbia funzionato e cosa debba essere migliorato, con particolare attenzione alla sicurezza di studenti, personale scolastico e dell’intera comunità che quotidianamente frequenta l’area del Berto.




