A sollevare perplessità è la posa dei massi frangiflutti fatta con le ruspe che gettano in mare anche i detriti. Il primo cittadino Sergio Pititto interviene per rassicurare i cittadini: «L'intervento è della Regione Calabria ed è stato realizzato sulla base di studi e autorizzazioni specifiche»
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I lavori di messa in sicurezza del litorale della Marina di Pizzo tornano al centro del dibattito cittadino. Dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla barriera di massi che impedivano la vista del mare, questa volta a suscitare preoccupazione è stata una vistosa chiazza beige comparsa nelle acque antistanti il molo Pizzapundi, dove sono in corso gli interventi per la posa della nuova barriera frangiflutti.
Le immagini e i video condivisi sui social hanno alimentato interrogativi sull'impatto ambientale dell'opera. Secondo quanto osservato da diversi cittadini, durante le operazioni sarebbero stati scaricati in mare massi di cava insieme a pietrisco e materiale di risulta che, complice il mare mosso, hanno reso torbido il mare che bagna Pizzo.
«I pesanti blocchi avrebbero dovuto essere collocati con il ragno del pontone e non spinti in mare con le ruspe», ha sostenuto nelle scorse ore l’ambientalista Pino Paolillo.
E la risposta del sindaco Sergio Pititto, non si è fatta attendere. Il primo cittadino riferisce di aver chiesto chiarimenti alla ditta esecutrice dopo le segnalazioni ricevute.
«Si tratta di un intervento regionale, seguito dal Rup e dalla direzione lavori della Regione Calabria. Il Comune di Pizzo sta svolgendo le verifiche che competono al proprio ruolo, ma non è il soggetto attuatore dell'opera», spiega il primo cittadino.
Pititto sottolinea inoltre che il materiale impiegato è conforme al progetto approvato. «I massi provengono da una cava siciliana e sono stati posizionati secondo precise indicazioni tecniche. Dietro questo intervento ci sono studi e verifiche specialistiche, comprese analisi idrauliche effettuate da professionisti incaricati».
«Nessuna conseguenza per l'ambiente»
Riguardo alla chiazza comparsa in mare, il sindaco riferisce le spiegazioni ricevute dai tecnici: «Mi è stato detto che si tratta di residui derivanti dai massi stessi che, durante la movimentazione e la posa, possono rilasciare frammenti destinati a depositarsi senza provocare conseguenze per l'ambiente».
Alle critiche di chi giudica l'intervento dannoso, Pititto replica invitando a consultare la documentazione tecnica.
«Le preoccupazioni dei cittadini meritano attenzione, ma chi ha dubbi può consultare gli atti e confrontarsi con i tecnici regionali. Una cosa è discutere sui social, un'altra è verificare documentazione e autorizzazioni».
Lavori quasi conclusi
Sul materiale utilizzato, il primo cittadino ribadisce che si tratta di un prodotto certificato e conforme al capitolato d'appalto.
«La sua efficacia sarà verificata durante le prossime mareggiate, quando si potrà valutare concretamente la capacità di protezione dell'opera».
Per quanto riguarda le tempistiche, i lavori regionali sarebbero ormai in dirittura d'arrivo. Successivamente il Comune interverrà con fondi propri sulla testata del molo e in altri punti del litorale interessati dagli effetti delle mareggiate.
«L'intervento principale è quasi concluso. Restano alcuni lavori di protezione in prossimità del molo, della Seggiola e del tratto vicino alla stazione, dove alcuni massi sono stati spostati dal mare. L'obiettivo è rafforzare ulteriormente la difesa della costa», conclude il sindaco.



