La draga maltese, che si chiama come il patrono della città napitina, è impegnata a sistemare i grandi massi spostati dalle mareggiate invernali
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Per una singolare coincidenza, la nave hopper dredger “ST. GEORGE”, con bandiera di Malta, porta il nome del santo patrono di Pizzo. Il motopontone è arrivato il 3 maggio con il duplice scopo di recuperare e riposizionare i massi che proteggevano il molo “Pizzapundi” e che erano stati spostati dalle violente mareggiate invernali, mettendolo a rischio, nonché di sistemare i blocchi di cemento fronte mare posizionati di recente a protezione della nuova passeggiata che dalla Marina porta alla Seggiola. Venato di pessimismo il commento dell’artista Antonio Montesanti, che già si era espresso negativamente in merito al posizionamento della barriera di massi che fiancheggiano la nuova opera. «Purtroppo non ci saranno interventi utili – ha osservato – ad abbassare nemmeno di un centimetro l’altezza della muraglia del lungomare, che resterà sempre di 7,30 metri rispetto al piano di parcheggio previsto. I lavori non recupereranno assolutamente la bellezza di quel tratto di costa che conduce alla Seggiola».

