L’Assemblea del circolo cittadino ha affrontato le numerose questioni aperte, dalle intimidazioni ad Andrea Nocita ai depositi costieri, passando per il Piano spiaggia e i rapporti interni ai dem
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La solidarietà ad Andrea Nocita, il confronto sui depositi costieri della Meridionale Petroli e sul Piano Spiaggia, il rapporto tra amministratori e base del partito, la raccolta firme su sanità e appalti e la scuola di formazione politica prevista a fine giugno. Sono i temi al centro dell’assemblea degli iscritti del circolo Pd di Vibo Valentia, riunita nei giorni scorsi e conclusa con una nota del segretario Gernando Marasco.
«Amministrare una città complessa e in difficoltà come Vibo Valentia è qualcosa che va oltre il “servire il popolo”, bella e appropriata definizione che spesso si dà della politica; richiede passione, competenza, impegno e sacrifici nella vita privata e nella propria professione», si legge nel documento. Un impegno che, per il Pd vibonese, deve fare i conti anche con «il brutto clima che inevitabilmente si crea quando esponenti politici e lavoratori comunali subiscono atti di intimidazione, talvolta anche ripetuti: è questo il caso del dottor Nocita, al quale va la solidarietà e la vicinanza di tutto il Partito democratico, dagli amministratori a tutta l’assemblea degli iscritti».
Il confronto con sindaco, assessori e consiglieri
Durante la riunione, il circolo ha affrontato alcuni dei dossier più discussi della vita amministrativa cittadina. «L’assemblea ha registrato l’intervento del sindaco in riferimento alla questione dei depositi costieri della Meridionale Petroli, oggetto di diverse prese di posizione nella città e nel Consiglio comunale, e sul Piano Spiaggia, che entro qualche settimana sarà approvato».
Al confronto, prosegue la nota, erano presenti anche «l’assessore alla Manutenzione e diversi consiglieri comunali, che hanno presentato e approfondito diverse tematiche dell’azione di governo della città, contribuendo a un confronto costruttivo tra gli amministratori e la base del partito».
Il rapporto tra eletti e base democratica
Per il circolo, il rapporto tra chi amministra e gli iscritti non può essere episodico. «La collaborazione e la sinergia tra queste due componenti del Partito democratico devono essere una prassi dell’azione politica e amministrativa», sottolinea Marasco, ricordando che il Pd cittadino «non è fatto solo dagli eletti e da chi ha ruoli di governo, ma possiede delle risorse preziose anche fuori da Palazzo Luigi Razza, con esperienza politica e amministrativa e con radicamento nella nostra città».
Una condizione che il segretario indica come tratto identitario del partito: «Questa doppia qualità è una caratteristica del Partito democratico e dobbiamo valorizzarla, anche per dimostrare coi fatti quello che sosteniamo in ogni campagna elettorale, sulle differenze tra il candidarsi in una lista di partito e in una lista civica».
La collaborazione con gli amministratori, però, non viene presentata come adesione automatica a ogni scelta. «Naturalmente, anche se da un paio d’anni siamo chiamati ad assolvere un compito storico per la comunità democratica vibonese, l’attività politica di un circolo non si può esaurire nella collaborazione con gli amministratori o nella condivisione acritica del loro operato».
Sanità, appalti e formazione politica
L’assemblea ha quindi allargato il confronto ai temi sociali e del lavoro, aderendo «alla campagna di raccolta firme della Cgil e di altre organizzazioni e associazioni della società civile per due proposte di legge di iniziativa popolare: una con l’obiettivo di difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale, l’altra per garantire lo stesso salario, le stesse tutele e gli stessi diritti ai lavoratori negli appalti».
A fine giugno, inoltre, è prevista un’iniziativa promossa dalla segreteria provinciale: «La “Scuola di formazione politica”, sulla scorta dell’entusiasmo delle due giovani dirigenti che hanno recentemente frequentato quella organizzata dalla segreteria nazionale del Pd». La loro esperienza, conclude Marasco, «costituirà il filo che collegherà le riflessioni e i contributi degli esponenti politici provinciali e dei rappresentanti del volontariato, dell’associazionismo e della cultura». Un percorso pensato anche come «momento di impulso e di crescita» per le proposte destinate al territorio, che saranno raccolte «dai nostri militanti e amministratori».

