Primarie per scegliere le candidature quando la legge elettorale non consente agli elettori di esprimere le preferenze, l’ipotesi di puntare su un sindaco del Pd per la presidenza della Provincia nel 2027 e un confronto con il sindaco Enzo Romeo sull’azione amministrativa del Comune. Sono i principali temi emersi dall’assemblea del circolo di Vibo Valentia del Partito democratico.

La riunione, aperta con un pensiero e un augurio di pronta ripresa alla dottoressa Adriana Teti, coinvolta recentemente in un incidente stradale, è servita anche a definire le prossime iniziative politiche. Il primo appuntamento è fissato per il 27 luglio, quando sarà presentata la rivista “Rinascita” insieme al direttore Goffredo Bettini. All’incontro parteciperanno anche il deputato Roberto Morassut e l’ex parlamentare Michele Pompeo Meta.

L’iniziativa, spiegano dal circolo, offrirà l’occasione per sviluppare un confronto aperto sulla politica, sulla cultura e sul futuro del territorio. Il programma dei democratici vibonesi comprende inoltre la Festa dell’Unità prevista a settembre e segue l’iniziativa organizzata all’inizio di luglio sui temi della sanità, durante la quale il Pd cittadino ha aderito alla proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil “Io firmo – Il diritto alla salute”, promossa per il rilancio del Servizio sanitario nazionale.

La richiesta delle primarie

Uno dei punti centrali dell’assemblea ha riguardato i criteri di selezione delle candidature. Il circolo cittadino ha aderito al movimento di opinione interno al Partito democratico che chiede alla segreteria nazionale di applicare l’articolo 25 dello Statuto.

La norma interna stabilisce che la selezione delle candidature per le assemblee rappresentative debba avvenire, a ogni livello, attraverso il metodo delle primarie quando la legge elettorale non permette agli elettori di esprimere le preferenze.

Il ragionamento del circolo parte dalla constatazione che dal 2006, nelle elezioni politiche, gli italiani non possono indicare direttamente i candidati ai quali affidare il proprio voto, ma devono limitarsi a barrare il simbolo del partito e prendere atto degli elenchi predisposti dalle forze politiche.

Secondo i democratici vibonesi, negli ultimi vent’anni si sono susseguite tre leggi elettorali «totalmente o parzialmente incostituzionali», mentre il governo Meloni starebbe ora tentando di introdurne una quarta «a colpi di maggioranza». Indipendentemente dall’esito del confronto parlamentare, il circolo ritiene quindi necessario garantire agli iscritti e agli elettori un ruolo nella scelta delle candidature.

«Coerentemente riteniamo che le candidature non debbano essere calate dall’alto neanche nelle elezioni locali», sostiene il segretario del circolo Gernando Marasco.

La partita della Provincia

Il principio viene esteso anche alle elezioni per il presidente della Provincia di Vibo Valentia, previste all’inizio del 2027. Il Pd ritiene che il centrosinistra possa presentarsi alla scadenza con buone possibilità, considerando il numero di sindaci dem presenti nel territorio e le amministrazioni comunali considerate vicine alla coalizione.

Durante l’assemblea non sono stati avanzati nomi. Per il circolo sarebbe ancora prematuro e la discussione dovrà svilupparsi prima negli organismi provinciali del partito e successivamente al tavolo della coalizione.

È però emersa una prima indicazione politica: il candidato alla presidenza della Provincia dovrebbe essere un sindaco del Partito democratico, considerato il ruolo del Pd come perno dell’alleanza. In alternativa, il partito dovrebbe almeno trovare una posizione unitaria attorno a una propria candidatura da sottoporre agli altri soggetti del centrosinistra.

L’obiettivo dichiarato è evitare decisioni assunte al di fuori degli organismi politici e presentare al tavolo della coalizione una proposta sostenuta unitariamente dal partito.

Il confronto con Romeo e l’unità del partito

L’assemblea si è occupata anche dell’attività amministrativa del Comune di Vibo Valentia. Il Pd rivendica il proprio ruolo centrale nella coalizione che sostiene il sindaco Romeo ed esprime apprezzamento per il lavoro svolto dai propri rappresentanti, che starebbero adempiendo al mandato ricevuto «con dedizione e un forte senso di responsabilità».

Il circolo riconosce comunque la complessità del compito amministrativo e ritiene necessario coinvolgere anche le competenze e le esperienze presenti nel partito ma non direttamente impegnate nella squadra di governo. Con il sindaco Romeo, riferisce la nota, è stata concordata l’attivazione di un confronto costruttivo all’interno della maggioranza sull’agenda di governo, sullo stato di attuazione del programma e sui risultati già raggiunti.

Sul piano interno, il segretario Marasco richiama infine la necessità di ricomporre il Pd vibonese. «L’unità è un’esigenza che tutti noi sentiamo e per la quale dovremo fare uno sforzo generoso, franco e senza infingimenti», afferma.

Una condizione ritenuta indispensabile per rendere nuovamente il partito attrattivo e inclusivo nei confronti di quanti continuano a riconoscersi nei principi del riformismo e del socialismo e considerano il Partito democratico la propria casa politica.